Il medico aggredito a Bari ha riportato lesioni a cornea e retina, minacciata anche una collega

Doveva essere un sabato sera di routine al Policlinico di Bari, nel reparto di Neurologia, e invece si è trasformato nell'ennesimo "ring" di un'aggressione nei confronti di un medico in servizio.
A farne le spese un giovane dottore 36enne che aveva appena terminato il suo turno in reparto. Erano circa le venti di sabato 23 maggio quando una ragazza di 24 anni, che in passato era stata già ricoverata in quel reparto, si sarebbe presentata direttamente in corsia chiedendo il ricovero immediato senza passare dal Pronto Soccorso.
Il personale medico avrebbe spiegato ai suoi accompagnatori che, come prassi, era necessario avere un quadro clinico che potesse essere valutato solo dal personale sanitario predisposto all‘accettazione.
Subito dopo quella richiesta sarebbe scattata l’aggressione: a sferrare un colpo sarebbe stato il compagno della giovane, che avrebbe colpito il medico con un pugno provocandogli lesioni alla cornea e scheggiandogli un dente. Nel frattempo sarebbe stata minacciata (verbalmente) anche una dottoressa, appena giunta in reparto per il cambio turno, che non avrebbe riportato lesioni.
L’episodio ha provocato una forte tensione all’interno del Policlinico. Dopo l’aggressione e l’intervento di altri parenti della giovane (ritenuti vicini a un clan di Bari Vecchia, che si sono presentati in ospedale occupando il cortile della struttura), sono intervenuti i "Falchi" e le Volanti della polizia che hanno arrestato Nicola Moschetti, 35 anni, incensurato, sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione del pubblico ministero di turno, Lanfranco Marazia.
Gli agenti, peraltro, hanno applicato le nuove disposizioni introdotte dal Decreto Sicurezza, che prevede misure più severe contro le aggressioni al personale sanitario, tra cui l’arresto in flagranza differita e la procedibilità d’ufficio anche in assenza di querela di parte, comunque poi presentata dal medico al posto fisso di polizia del San Paolo.
Il neurologo, soccorso dai colleghi del Pronto Soccorso, che presenta un'abrasione corneale ed un edema retinico, è stato anche sottoposto a TAC per escludere emorragie interne, lesioni cerebrali o fratture delle ossa craniche vista la potenza del pugno ricevuto, riportando una prognosi di sette giorni. Tecnicamente adesso è in malattia per la circostanza violenta subita.
Sull’episodio è intervenuto anche il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, sentito da Fanpage.it, ha dichiarato: "Abbiamo fatto un briefing subito dopo l'accaduto all'interno del Policlinico, mentre la polizia provvedeva a calmare gli animi e ad allontanare le numerose persone che nel frattempo erano giunte sul posto. La norma prevede che per questo tipo di reati ci sia la procedibilità d'ufficio, anche se mi faccio portavoce del fatto che molti colleghi, di fronte alla denuncia di fatti di lieve entità, preferiscono non denunciare".
Il dottor Sivo ha aggiunto: "Ci tengo a precisare che è necessario lavorare sulla prevenzione, bisogna ridurre la distanza che c'è tra cittadini e istituzioni. In questo periodo storico la richiesta di ‘salute' sta aumentando in modo vertiginoso nel sistema; a volte gli episodi di violenza altro non sono che un effetto della distanza tra domanda e offerta.
Questo non giustifica nulla, ma dobbiamo capire cosa c'è dietro questo malessere sociale" ha concluso.