L'app Immuni è scomparsa dai radar ancora una volta. Dopo gli annunci e il lancio ad inizio estate, non si è rivelata – nei fatti – così decisiva nel tracciamento e nel contrasto al Covid-19. Nonostante l'alto numero di download, il numero di positivi al coronavirus trovati grazie all'app è stato minimo: si parla di poche migliaia. È tornato a parlarne il commissario straordinario all'emergenza, Domenico Arcuri, durante la sua conferenza stampa settimanale. "La app Immuni è arrivata oltre i dieci milioni di download – ha sottolineato – ma per ora non ha sortito risultati in termini di scoperta dei contagiati che ci si poteva aspettare". Per il commissario, però, "prima di comprendere le ragioni di questo fenomeno", andrebbe "analizzato più a fondo". La domanda è "perché c'è un numero di contagi scoperti così basso rispetto al numero dei download effettuati?", si è chiesto Arcuri.

"Io penso da sempre e continuo a pensare che l'app Immuni sia uno strumento molto importante", ha continuato il commissario straordinario. "Tutti sappiamo benissimo che perché esso sia efficace, per come è stato pensato, c'è bisogno di un rapporto di mutua collaborazione tra chi scarica l'app". A questo punto "non sono sicurissimo, e in questo probabilmente il messaggio che noi abbiamo dato non è stato un messaggio sufficientemente potente, che questo accada", cioè "che ai download corrisponda un uguale numero di persone che la utilizzano correttamente".

Il 29 ottobre il Governo approvava il decreto Ristori, nel quale veniva stabilito che si formasse un call center nazionale per i positivi e i loro contatti stretti, per risolvere in sostanza i problemi che c'erano stati a livello regionale. Ad oggi non se ne hanno notizie. "Stiamo cercando di far succedere una cosa e poi di parlarne – ha spiegato Arcuri – e non di parlarne prima, di solito male e poi prendere atto che è successa e non parlarne più". Ovvero "stiamo lavorando al call center e sono contento che l'attività preparatoria, che spero si possa concludere molto presto, abbia a che fare con il ministero dell'Innovazione, con il ministero della Salute, e con gli uffici del commissario". Speriamo presto di poter "mettere in evidenza che quello che c'è scritto nel decreto viene fatto".