I risultati sono buoni, ma non bisogna abbassare la guardia. È questo il messaggio che il commissario straordinario all'emergenza, Domenico Arcuri, ha voluto comunicare oggi nella conferenza stampa dall'auditorium di Invitalia a Roma, facendo il punto sulle attività che gestisce: contenimento e contrasto alla pandemia di Covid-19. Arcuri ha spiegato che: "Per il terzo giorno consecutivo abbiamo una buona notizia, il numero dei ricoverati scende, oggi sono 275 in meno di ieri, la pressione sugli ospedali inizia ad affievolirsi e, per la prima volta da molto tempo, il numero dei malati di Covid in terapia intensiva è inferiore a ieri". Tutto questo "è un segno di speranza e di testimonianza che la molteplicità complessiva di misure che il governo ha messo in campo per contrastare l’epidemia inizia a produrre gli effetti". Il 3 novembre l’Italia è stata divisa in tre colori, "abbiamo detto tutti che serviva del tempo per vedere i risultati, oggi finalmente possiamo dire che sta succedendo, i numeri ci confortano delle scelte fatte e ci confermano che la responsabilità che gli italiani dimostrano resta alta".

"Ormai conosciamo il virus – ha spiegato Arcuri – all’inizio della prima ondata eravamo di fronte a un nemico forte e sconosciuto, oggi sappiamo come contenerlo ma non come sconfiggerlo, servirà un vaccino o tanti vaccini che stanno per arrivare". Quello sarà "il momento definitivo", quando avremo il vaccino. "Ci sarà bisogno che venga somministrato a miliardi di cittadini nel mondo", oggi abbiamo "quasi 60 milioni di contagiati e 1,4 milioni di morti" in totale, in "Europa un contagiato ogni 41 abitanti, in Italia sono un milione e mezzo di persone, un cittadino ogni 40". C'è un dato più tragico degli altri oggi, ha ricordato il commissario, "gli 822 morti". Questo numero "non dobbiamo dimenticarlo mai". La curva dei contagi ormai si sta congelando. "Oggi ci sono il 19% di nuovi positivi in meno rispetto allo stesso giorno della settimana scorsa, anche se sono 29mila". Di tutti i malati di Covid-19 oggi "il 95,2% è in isolamento domiciliare, non ha sintomi o li ha lievi, il 4,2% è ricoverato e lo 0,5% è in terapia intensiva. Al picco della prima ondata il 41,5% era in ospedale, il 6,7% in rianimazione". Un altro dato importante, per Arcuri, è il rapporto tra nuovi casi e tamponi fatti, al 12,4%.

Il commissario straordinario ha parlato a lungo della prossima campagna di vaccinazione: "Oggi la presidente della Commissione europea ha annunciato la sottoscrizione di un contratto con Moderna per 80 milioni di dosi. Abbiamo chiesto più di 5 milioni di fiale di cloruro di sodio per quei vaccini che avranno bisogno di essere diluiti". Il primo vaccino che "sarà di Pfizer e la distribuzione sarà a cura dell’azienda produttrice – ha spiegato Arcuri – I presidi di somministrazione saranno 300 su tutto il territorio nazionale, il 60% di questi ha già una cella frigorifera con le caratteristiche per conservare il vaccino per un tempo più lungo di quello che servirà per somministrarlo". Resta da capire se verrà acquistato il restante 40% o verranno conservati negli altri presidi e poi portati per la somministrazione. Il piano strategico per il vaccino "sarà illustrato dal ministro della Salute la prossima settimana al Parlamento".

"La curva dei contagi si sta congelando – ha insistito il commissario straordinario – ma il virus è lungi dall’essere sconfitto. Non siamo portatori di buone notizie ma dei risultati del lavoro che stiamo facendo". Poi un monito: "Non dimentichiamo gli errori del passato, non possiamo ignorarli, nemmeno durante le prossime feste". Il migliore regalo di Natale che possiamo ai nostri cari "è mantenere alta la guardia e avere come obiettivo primario la lotta all’epidemia".