Iacopo Melio torna a casa: “Sono ancora positivo al Covid, appena potrete andate a vaccinarvi”

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Il consigliere regionale del Pd per una settimana è rimasto ricoverato nel reparto Covid dell’ospedale San Giuseppe di Empoli. “Dopo 3 settimane di ricovero, non sto ancora bene, i sintomi sono sempre forti, ci vorrà tempo per venirne fuori” scrive su Facebook. “Voi che potete: vaccinatevi, perché è fondamentale, perché è sicuro” è l’appello.

Iacopo Melio, consigliere regionale del Pd, tornato a casa, ma è ancora positivo al Covid. Si è conclusa la sua permanenza nel reparto covid dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, ma dovrà continuare la terapia a casa, come annunciato su Facebook, a cui affida un lungo sfogo e un appello alla vaccinazione: "Sono tornato a casa perché i parametri erano stabili – scrive Melio – perciò posso continuare la terapia a casa, dove almeno psicologicamente va un po’ meglio. Sono ancora positivo e i sintomi continuano forti, soprattutto l’affanno, la mancanza d’aria e la conseguente stanchezza. Insomma, ci vorrà molto tempo, come per tutti, quando va bene e c’è da star ‘contenti'. (…) Io non ho fatto in tempo, perché la legge di Murphy è ormai il mio Karma, e chissà se e quando potrò arrivarci “pulito”… ma voi che potete: vaccinatevi, perché è fondamentale, perché è sicuro, perché negli ospedali c’è l’inferno, fatelo anche per me".

In medicina nessuno dà garanzie, non le hanno date nemmeno a me anche se è passato un mese dal primo sintomo e tre settimane da quando hanno iniziato a controllarmi. Bisogna aspettare, non ci sono altre risposte possibili ad oggi, se non quella di avere pazienza unita alla speranza di aver fatto il giro di boa. Verrà il momento e il modo per parlare di tante cose e per ringraziare tantissime persone, ma nel frattempo abbraccio di cuore chi continua a pensarmi, a pregare, a inviarmi energia positiva e a preoccuparsi con affetto, soprattutto chi lo fa in modo discreto e rispettoso, senza chiedermi in continuazione come sto o dirmi cosa dovrei scrivere pubblicamente. Non tutti, purtroppo, lo hanno fatto, perché pensare che quando uno sta male abbia voglia di tenere il telefono in mano e rispondere alle chiamate, o che quando uno rischia di morire pensi a pubblicare bollettini medici per aggiornare gli altri, ci fa capire non solo quanto i social abbiano sfasato la realtà, ma anche di quanto non si abbia chiara l’importanza e la gravità di questa malattia: il Coronavirus non è un’influenza, non è un gioco, non è un’esperienza da collezionare per poterla raccontare, è un incubo fisico e mentale".

Melio ammette che il suo è "lo sfogo di una persona che sta male e ha sentito star peggio, perciò spero verrà compreso. Sarei potuto risultare antipatico o addirittura ingrato verso il mare di preoccupazione che c’è nei miei confronti, e mi dispiacerebbe molto se passasse questo messaggio (e di sicuro una persona su 700.000 lo penserà, e per questo chiedo già scusa perché non è così). Qualche giornalista, che magari ha già pronto un mio ‘coccodrillo' da giorni, che non ha ricevuto una mia risposta alle sue chiamate mentre ero in un letto a tremare di paura, ora potrà sfogarsi con un aggiornamento strumentale e distorto, ma non mi importa come non mi sono mai importate le maschere, che non indosso nemmeno durante il dolore e lo avete visto quando ho sentito di dovermi esporre spontaneamente il giorno di Natale".

Poi, l’appello: "Un’ultima cosa. Io non ho fatto in tempo, perché la legge di Murphy è ormai il mio Karma, e chissà se e quando potrò arrivarci ‘pulito'… ma voi che potete: vaccinatevi, perché è fondamentale, perché è sicuro, perché negli ospedali c’è l’inferno, perché solo questo ci potrà salvare, perché sì. Fatelo anche per me".

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