Nessuno degli ospiti dell'ex caserma Serena di Treviso risultati positivi al coronavirus è arrivato in Italia di recente: non  uno dei 133 contagiati è sbarcato sulle nostre coste nelle ultime settimane ma si tratta di persone che sono arrivate nel nostro paese da anni, che spesso hanno un lavoro e che comunque sono state tempestivamente poste in quarantena. Non solo: quelle 133 persone rappresentano una parte dei nuovi positivi trevigiani, che nella serata di ieri erano 199.

Naturalmente la scoperta di un focolaio di coronavirus in un centro di accoglienza è stata sfruttata dalla Lega per sostenere che i migranti sono la causa dei nuovi contagi: Matteo Salvini, intervenuto al Senato prima del voto parlamentare che l'ha mandato a processo per il caso Open Arms, non ha perso l'occasione per accusare il governo di agevolare la diffusione del virus tramite la politica dei porti aperti. Il sindaco di Treviso Mario Conte, anch'egli della Lega, è arrivato ad annunciare che denuncerà il governo per il "danno incalcolabile" arrecato alla città. In realtà, come spiega il Corriere della Sera, il focolaio trevigiano dell'ex caserma serena non ha niente a che vedere con gli sbarchi dei migranti: gli ospiti della struttura, infatti, sono nel nostro paese da anni. Provengono per lo più dall’Africa subsahariana e la stragrande maggioranza di loro è arrivata in Italia durante i "picchi" migratori degli anni passati. Molti hanno un lavoro o hanno intrapreso un percorso di inserimento precedente all’emanazione dei decreti Salvini che hanno smantellato i meccanismi di accoglienza.

In ogni caso i 133 ospiti dell'ex caserma Serena sono tutti in quarantena e nessuno di loro avverte sintomi: la struttura è costantemente sorvegliata dalle forze dell’ordine e tra una settimana l’azienda sanitaria svolgerà nuovi test. In totale all’interno della caserma vivono 290 persone (compresi 6 operatori). La caserma "Silvio Serena" è stata trasformata in centro di accoglienza per migranti tra il 20125 e il 2016 , oggi è gestita da un’azienda privata, la "Nova Facility", che è la stessa ad avere in carico la struttura di accoglienza di Lampedusa.