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Opinioni
Covid 19
27 Aprile 2020
18:43

I dati del 27 aprile spiegati: contagi zero in cinque settimane, fase 2 permettendo

I dati di oggi sull’emergenza Coronavirus in Italia sono tra i più positivi di sempre: pochi contagi, pochi decessi e comunque molti guariti nonostante i pochissimi tamponi effettuati su persone già positive. Molise e Basilicata per la prima volta a zero contagi. A questo ritmo, fine dell’emergenza a fine maggio, se la fase 2 non fa ripartire i contagi.
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Dati positivi come ogni lunedì, ma oggi un po’ di più.  Il bollettino di oggi, lunedì 27 aprile, dell'emergenza Coronavirus in Italia rileva 199.414 individui positivi al Covid-19 (+ 1.739 rispetto a ieri), di cui 66.624 guariti (+ 1.696 ) e 26.977 decessi (+ 333). Continua il trend decrescente dei cittadini ricoverati: dei contagiati, 83.504 si trovano in isolamento domiciliare con pochi sintomi o asintomatici, 20.353 sono ospedalizzati e 1.956 sono in terapia intensiva. Ancora una volta, le regioni più colpite dal Covid-19 sono Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. In totale, sono stati effettuati finora 1.789.662 tamponi, di cui 32.003 nelle ultime 24 ore.

“Pochissimi nuovi casi, e questa è una notizia molto buona, anche al netto dei pochi tamponi effettuati”. Giovanni Forti, 26 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “1739 nuovi casi non si vedevano dal 10 marzo scorso – spiega Forti a Fanpage.it -, quando l’epidemia era ancora in forte crescita. Ed è un dato positivo anche se arriva di lunedì”.

Perché?

Perché questi 1793 positivi arrivano da 27mila circa persone testate, che vuol dire che c’è un tasso di positività dei campioni del 6,5%. Un tasso molto buono, rispetto ai giorni scorsi. Nei giorni scorsi il dato ondeggiava tra il 7% e il 9%. Nonostante i pochi tamponi c’è da essere molto contenti.

Anche i decessi sono molto pochi…

Ieri e oggi sì, i morti sono stati molto pochi: ieri 260 e oggi 333. Teniamo conto che dieci giorni fa, il 14 di aprile, c’erano stato 602 morti in un solo giorno.

Da dove vengono i decessi?

La domanda giusta è da dove non vengono. Ieri ce ne sono stati pochissimi in Lombardia ad esempio: solo 56, per la precisione. Oggi in Lombardia ce ne sono 124, che è un numero comunque basso, e sono più di un terzo del totale nazionale, ma dobbiamo pensare che fino alla scorsa settimana parlavamo di più di 200 decessi al giorno. Nel suo essere un conteggio tragico, il miglioramento è evidente.

 

Anche i guariti sono pochi…

Oggi ci sono stati molto pochi tamponi per individuare i guariti. Oggi sono risultate guarite più di mille persone su cinquemila persone testate. Anche questo non è un dato negativo.

Diverse province sono a casi zero. Ci sono anche regioni a caso zero…

Si, sono Basilicata e Molise. L’Umbria ne ha solo due, la Sardegna tre, la Valle D’Aosta ne fa cinque.

Piemonte e Lombardia invece?

Oggi sono buoni anche i dati di Piemonte e Lombardia: in Lombardia sono meno di 600 casi e in Piemonte meno di 300, in linea coi giorni buoni della scorsa settimana. Va peggio in Liguria più di 150, in Emilia Romagna più di 200 e in provincia di Trento più di cento in un colpo solo.

Come ogni inizio settimana, vediamo anche la nostra media mobile che ci aggiorna sull’andamento dell’epidemia e prova a prevederne la fine. Come andiamo oggi?

La media mobile degli ultimi sette giorni racconta di 2600 nuovi casi al giorno in media, in diminuzione di 500 unità rispetto alla media mobile della settimana precedente. Il che significa che a questo ritmo tra cinque settimane – fase 2 permettendo – saremo attorno agli zero contagi in Italia. Ovviamente è tutto vincolato che si continui a questo ritmo: speriamo che le riaperture non porteranno a nuovi aumenti dei contagi.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro. 15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019)
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