L’accusa parla di maltrattamento e uccisione di animale. E con questa accusa, al termine della requisitoria, il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha chiesto condanne che vanno dai due ai tre anni e mezzo per i vertici di Green Hill, l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica chiuso a Montichiari (Brescia) nell’estate 2002. Sono quattro gli imputati in un processo che è giunto alle sue ultime fasi.  Il sostituto procuratore ha, in particolare, chiesto tre anni per Ghislane Rondot e due per Bernard Gotti, co-gestori di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group. Due anni è la condanna chiesta per Roberto Bravi; tre anni e sei mesi per Renzo Graziosi, rispettivamente direttore e veterinario dell'allevamento di beagle. La difesa, al contrario, ha chiesto l'assoluzione dei quattro imputati “perché il fatto non sussiste”. Secondo il legale dei vertici di Green Hill, non ci sono state violazioni. “Qualora non fossero state rispettate alcune norme scatterebbe solo una sanzione amministrativa. Inoltre – ha aggiunto l’avvocato Luigi Frattini – non c’è stata condotta dolosa”.

Green Hill, la sentenza il 23 gennaio

“All'interno di Green Hill c'era una strategia precisa – ha ricostruito il magistrato durante il processo – Non c'era alcun interesse a curare i cani malati. Le cure avrebbero potuto alterare i parametri per la sperimentazione. I cani andavano quindi sacrificati”. Secondo l'accusa sarebbero stati più di 6000 i beagle morti nell’allevamento lager di Montichiari dal 2008 al 2012, contro i 98 morti successivamente al sequestro di Green Hill. La sentenza del processo Green Hill è prevista per il 23 gennaio davanti alla prima sezione penale del tribunale di Brescia. “Il quadro accusatorio emerso dalla requisitoria del Pm, prefigurando gravissime responsabilità a carico degli imputati e restituendo un quadro estremamente agghiacciante di ciò che sarebbe accaduto all'interno della struttura, dove gli animali sarebbero stati trattati alla stregua non di esseri senzienti ma di prodotti, rispecchia quanto da sempre denunciato dall'Enpa. Auspichiamo pertanto che il prossimo 23 gennaio il processo si concluda con l'accoglimento delle richieste del Pubblico Ministero”, è quanto si legge in una nota della Protezione Animali.