In Sicilia tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri e volontari di associazioni che hanno contribuito volontariamente a dare supporto e sostegno alle persone in difficoltà in questo periodo di emergenza sanitaria legata al Covid-19, hanno acceso oltre 3500 coppi di carta, contenente un lumino in ceramica, nella grande scala di Caltagirone, in provincia di Catania, come omaggio a chi purtroppo non ce l'ha fatta. Oltre 150 persone distribuite nei 142 gradini in ceramica. Il cosiddetto "coppo" di carta colorato contenente un lumino in terracotta, è stato acceso per formare un disegno che lancia un messaggio di speranza a tutto il mondo. "Abbiamo vissuto momenti drammatici che non dimenticheremo mai – ha detto un medico". "Mi è mancato sorridere ai pazienti – dice Alfonsa, infermiera in prima linea". "Questo periodo ci ha segnato a tutti". Vogliamo continuare la tradizione – ha detto l'assessore ai beni culturali di Caltagirone Antonio Navanzino – nel rispetto di tutti coloro i quali hanno vissuto un periodo difficile – e saranno proprio gli "eroi" di questo tempo ad accendere la scala – continua – quest'anno è un segno di continuità della nostra tradizione calatina".

Gli "angeli anti-covi"

Sono uomini e donne, dagli operatori sanitari e non, volontari, forze dell'ordine, Protezione Civile, Croce Rossa, che hanno dato manforte durante il periodo di emergenza sanitaria. Stretti dal legame di aiuto nei confronti di tutti quei pazienti che hanno vissuto in Sicilia momenti di paura, di sconforto, di lutto, e che hanno avuto a che fare con il virus in prima persona, si sono riuniti a Caltagirone, in provincia di Catania, per accendere un lumino all'interno di oltre 3500 "coppi di carta", per formare un disegno che ricorda la consegna delle chiavi della città a San Giacomo, patrono di Caltagirone. L'istallazione è curata dal maestro Enzo Ripullo, con i suoi angeli della scala:"È  sempre un'emozione indescrivibile – ha commentato il maestro ceramista Enzo Ripullo – ma quest'anno ho il cuore triste perché non si vive a pieno la magica manifestazione, ma, nonostante questo periodo, il nostro messaggio è quello che vogliamo esserci, per una rinascita e per una continuità". Presenti all'accensione l'amministrazione comunale e il vescovo della Diocesi di Caltagirone Calogero Peri:"Mi auguro che la scalinata che abbiamo acceso possa essere, in questo universo buio, un percorso di luce e di speranza per tutti".

"In quasi 38 anni di lavoro – ha detto Maurizio, medico – non mi ricordo di avere vissuto mai momenti così drammatici – racconta – ho trattato pazienti post covid, la paura è stata infinita per il timore di essere contagiato e di contagiare la mia famiglia, spero che il pericolo sia passato". "I contagi stanno risalendo – ha detto il presidente della Croce Rossa calatina Rosario Incarbona – il pericolo non è passato e dobbiamo stare molto attenti".  "Non possiamo dimenticare – dicono un gruppo di infermiere – quei momenti di sconforto dei parenti distanti e lontani da un loro familiare – il via vai di pazienti che arrivavano in Pronto Soccorso, l'incapacità di non saper affrontare e trattare un virus sconosciuto." Siamo ospiti di una terra – ha detto Gianfranco, medico in prima linea – e come tali dobbiamo comportarci, abbiamo avuto a che fare con un virus sconosciuto in tutto il mondo e per questo, abbiamo attraversato momenti di estrema paura".

La scala illuminata. La tradizione

La città di Caltagirone, famosa in tutto il mondo per la tradizionale produzione di ceramiche, a Luglio in occasione della festa del Santo Patrono S. Giacomo, offre uno spettacolo unico al mondo.È una vera e propria magia a cielo aperto. La scala di Santa Maria del Monte, simbolo della città, che si presenta in tutta la sua bellezza con 142 gradini in ceramica maiolica. Seguendo una tradizione secolare che ha origine nel ‘600, migliaia di coppi, preparati e colorati rigorosamente a mano, vengono posti lungo i 142 gradini della scala per formare un unico meraviglioso disegno. Sono oltre 3000 “coppi” in carta multicolore, dentro i quali ardono lumi alimentati da diversi quintali di olio d’oliva, disposti in modo da formare un disegno diverso ogni anno e che costituiscono un “tuffo” nella migliore tradizione. In fondo ai coppi viene posta della sabbia e, sopra, un piccolo recipiente in terracotta (lumera) riempito d'olio di oliva e dotato di uno stoppino in cotone. Alla giusta ora centinaia di persone, munite di un'asticina in legno, affolleranno la Scala accendendo le singole lumere, affinché nel giro di pochi minuti la luce delle fiammelle illumini i coppi offrendo uno spettacolo di un fascino indescrivibile. Una lunga scala, antica di quattrocento anni, viene illuminata da circa quattromila luci colorate che diventano una sorta di arazzo di luce e fuoco.