Gaia morta a 24 anni durante l’estrazione del dente, a processo 3 dentisti: “Non hanno usato il defibrillatore”

Andranno a processo i tre dentisti di Petrignano di Assisi accusati della morte di Gaia Pagliuca avvenuta dopo l’anestesia per l’estrazione di un molare sono stati rinviati a giudizio. Per il padre e le due figlie dello studio la prima udienza è stata fissata per il 20 gennaio: il via libera alla fase dibattimentale è arrivato ieri 26 maggio davanti al giudice per l'udienza preliminare Natalia Giubilei. Dovranno difendersi per omicidio colposo. Fin dall'inizio i tre professionisti, assistiti dall'avvocato Luca Maori, si sono difesi dicendo che il decesso della 24enne, avvenuto dopo tre giorni di agonia, sia stato causato da una "tragica fatalità" non imputabile al loro lavoro.
Da quanto emerso finora Gaia si era presentata in studio per curare una carie e poi durante la visita si è fatta l'anestesia per estrarre un molare. Poi la situazione si è complicata. Nella relazione del medico legale Sergio Scalise Pantuso ha pesato il fatto che i dentisti non hanno utilizzato il defibrillatore che avrebbe potuto salvarle la vita prima dell’arrivo del 118. I sanitari una volta sul posto hanno trasportato la ragazza in elisoccorso verso l’ospedale di Perugia.
Secondo l'accusa, la ragazza sarebbe stata sottoposta all'intervento "in assenza di adeguata preparazione e senza procedere ad alcun esame strumentale". Le sarebbe stato somministrato sei fiale di anestetico in violazione delle linee guida internazionali e il decesso sarebbe stata la conseguenza di "imprudenza, negligenza ed imperizia e in violazione delle linee guida e delle buone pratiche clinico assistenziali" da parte dei dentisti. I tre imputati si difenderanno a processo.
Intanto il padre di Giulia Vincenzo Pagliuca – in una dichiarazione al Messaggero – ha spiegato che purtroppo era presente anche lui dal dentista. Ha sentito la figlia urlare dal dolore e ha assistito senza poter fare nulla al massaggio cardiaco effettuato sulla poltrona, poi l'arrivo del 118 e il trasporto disperato in ospedale dove la giovane è morta dopo tre giorni di agonia. Il padre: "Voglio giustizia per mia figlia: era sana e non sarebbe morta se non fosse stata fatta quella maledetta estrazione".