Frana Niscemi, 4 mesi dopo il disastro crolla una nuova palazzina: “Era in bilico su un costone”

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Quattro mesi dopo la frana che ha distrutto Niscemi, costringendo migliaia di persone a lasciare le loro case, situate nella cosiddetta “zona nera” di rischio, una nuova palazzina è crollata. L’edificio a due piani era già in bilico sul costone. Per Francesco Turco, funzionario tecnico del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta, il crollo è avvenuto a causa di un assestamento del terreno.

A Niscemi, a circa 4 mesi dalla frana che da gennaio ha provocato un vasto fronte di scivolamento (oltre 4 chilometri) verso la Piana di Gela e l'evacuazione di centinaia di residenti, è crollata una palazzina di due piani ricadente nella cosiddetta zona nera, ossia quella di massimo pericolo, situata proprio nel cuore del dissesto idrogeologico.

L'immobile era in bilico e una parte era già finita nel precipizio. Il crollo definitivo si è verificato sabato scorso, forse per un assestamento del terreno. A confermarlo è stato Francesco Turco, funzionario tecnico del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta. Gli edifici ricadenti nella fascia compresa tra il ciglio della frana e il baratro profondo oltre 50 metri che si affaccia verso la Piana di Gela, saranno demoliti come stabilito dal piano redatto dalla Protezione Civile, anche se la zona rossa non è stata ancora ben delimitata perché è in corso un'attività di monitoraggio.

Nel frattempo vanno avanti i progetti di messa in sicurezza del costone di Niscemi con l'avvio delle demolizioni previste. La zona va radicalmente trasformata con le case che vanno rase al suolo e la realizzazione di nuove strutture i cui progetti dovranno essere realizzati affinché non si registrino più movimenti franosi come quello avvenuto lo scorso 25 gennaio. La programmazione è stata affidata al commissario nazionale Fabio Ciciliano, che avrà a disposizione circa 150 milioni di euro per gli interventi di messa in sicurezza e quelli della delocalizzazione delle abitazioni che dovranno essere rase al suolo.

Gli sfollati restano migliaia, seppure attualmente ospiti di situazioni di fortuna o case in affitto. Per loro si apre la questione dei risarcimenti e dei fondi, fino a 900 euro mensili per chi ha dovuto abbandonare la propria casa in seguito alla frana.

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