Un enorme strato di muffa che ricopre una pizza al pomodoro. È quanto si è ritrovato di fronte una bambina di prima elementare alla scuola Vittorio Veneto di Firenze. La piccola ieri, 27 gennaio, ha portato a casa la vaschetta monoporzione con il pranzo che le avevano servito a scuola e che lei non aveva toccato. Non appena i genitori l’hanno vista è scattata la segnalazione. “Per fortuna nostra figlia non l’ha mangiata” raccontano arrabbiati, sottolineando che non si tratta di un caso isolato. Pochi giorni prima, infatti, nella stessa scuola c’erano state segnalazioni di disturbi gastrointestinali avuti da maestre e alunni, a seguito, sembrerebbe, di un piatto di polpette.

"Alcuni bambini hanno avuto vomito e diarrea, altri come l’altro nostro figlio solo un mal di pancia. Abbiamo fatto presente quanto accaduto e compilato un modulo che dovrebbe essere arrivato anche sul tavolo della Asl. Non si tratta di un capriccio dei nostri figli che non gradiscono una determinata pietanza, ma di qualcosa di ben più grave visto che si sono sentiti male" dicono i genitori. A quanto riferiscono, lo scorso lunedì sono stati fatti dei controlli nel centro cottura dell'istituto: “Dopo la prima segnalazione effettivamente ci sono state delle verifiche – conferma il papà della bimba -. Peccato che già il giorno successivo sia stata servita la pizza in quelle condizioni. Questo è indice di menefreghismo da parte dell’azienda che ha in appalto il servizio, siamo allibiti”.

La commissione mensa della Vittorio Veneto chiede al Comune "di agire ulteriormente e severamente come da norme contrattuali e legali vigenti" nei confronti della ditta che ha in appalto il servizio e denuncia "l’insufficienza dell’azione di controllo a causa della chiara carenza di organico in forza al Comune e dell’impossibilità per le commissioni mensa di svolgere il proprio compito di visita in refettorio (a seguito della delibera regionale 1256 del 15/92020) e nei centri di cottura".  “Siamo stati informati oggi e, proprio come facciamo sempre in questi casi, abbiamo chiesto spiegazioni all’azienda e siamo in attesa di un riscontro – fa sapere l’assessora all’Educazione, Sara Funaro -. Se la segnalazione ci viene fatta subito, chiediamo di conservare il pasto e mandiamo i nostri tecnici a fare le dovute verifiche. Se invece la notizia arriva in un secondo momento, chiediamo controlli approfonditi alla ditta di riferimento perché queste cose non devono accadere”.