Ergastolo per Giosuè Ruotolo. I giudici della Corte d'assise d'Appello di Triste anno confermato la sentenza di primo grado a carico di Giosuè Ruotolo, per il duplice omicidio di Trifone Ragone e della fidanzata Teresa Costanza, uccisi il 17 marzo 2015 nel parcheggio del palasport di Pordenone. La sentenza cade e a pochi giorni dal quarto anniversario della morte dei due fidanzati, uccisi a colpi di pistola nella loro auto. L'ex militare continua a dichiararsi innocente. Il nome di Giosuè Ruotolo, ventottenne di Somma Vesuviana (Napoli) ex commilitone e coinquilino di Trifone, una delle due vittime, è spuntato poco tempo dopo il delitto e il a marzo del 2016 è seguito l'arresto. L'accusa: duplice omicidio. L'ipotesi, poi confermata in aula, era che Ruotolo avesse raggiunto i due ragazzi mentre erano seduti in macchina e li avrebbe colpiti alla testa con la sua pistola ‘Beretta', calibro 765.

Tutto inizia molti mesi prima con le molestie telematiche di Ruotolo a Teresa Costanza, la bella fidanzata di Trifone. Il 28enne aveva creato dal computer della caserma dove prestava servizio a Pordenone il falso profilo Facebook ‘Anonimo Anonimo' che usava per mandare messaggi inquietanti alla ragazza, fingendosi l'amante del fidanzato.  “Sono l’amante di Trifone. E tu, Teresa, sei una cornuta” le scriveva Giusuè sotto mentite spoglie e ancora "Ciao. Volevo dirti che il tuo ragazzo si vede ancora con me. Io sto con lui perché mi piace molto, ti volevo solo avvisare. Tu sei una bella ragazza ma sono più bella io". Di tali messaggi sarebbe stata a conoscenza anche Maria Rosaria Patrone, all'epoca dei fatti fidanzati di Ruotolo e oggi imputata di favoreggiamento per alcune informazioni rese agli inquirenti.

La situazione tra l'ex caporalmaggiore Ruotolo e Trifone Ragone degenera quando quest'ultimo, messo a conoscenza dell'attività di stalking dalla fidanzata, lo affronta duramente. Proprio in quell'occasione la lite sarebbe degenerata in rissa e da parte di Trifone sarebbero volate minacce di denuncia nei confronti del commilitone. Proprio questo, secondo gli inquirenti, è il movente del duplice delitto. Ruotolo, infatti, avrebbe deciso di uccidere i due fidanzati per impedire che lo denunciassero stroncandogli la carriera. Un delitto di interesse, dunque, premeditato e portato a termine con lucidità che è valso all'ex coinquilino di Trigone l'attuale condanna.