"La cosa brutta, la cosa brutta, la sai qual è? È che dall'8 febbraio fino a oggi i fanghi sono stati buttati a mare". È racchiusa tutta in questa intercettazione la gravità del sistema corruttivo sui rifiuti in seno alla Regione Campania che per primo Fanpage.it aveva mostrato tramite l'inchiesta Bloody Money e che ha portato all'arresto di 17 indagati tra cui ai domiciliari Lorenzo Di Domenico, ex direttore generale della Sma Campania e Agostino Chiatto, segretario particolare di Luciano Passariello, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e candidato alle elezioni politiche del 2018, anche lui indagato, ma a piede libero.

Il fango dei depuratori

Tutto ruota attorno alla gestione di un rifiuto molto particolare, il "190805" più comunemente noto come "Fango dei depuratori", lo scarto che si origina dal trattamento delle acque reflue urbane e che gli impianti, secondo un'ordinanza regionale della Campania (non succede così in altre parti d'Italia), devono conferire obbligatoriamente in discarica. Chi si aggiudica queste gare si ritrova appalti pubblici da milioni di euro, tra trasporto e smaltimento. Anche per questo motivo, la gestione dello smaltimento dei fanghi viene affidata dal 2017 a una società posseduta a maggioranza proprio dalla Regione, la Sma Campania.

Sul finire del 2017, la Sma si trova in grosse difficoltà perché le due aziende a cui aveva fino a quel momento affidato i fanghi iniziano a venire meno. La prima perché la discarica aveva perso le autorizzazioni per smaltire quel tipo di rifiuti, la seconda perché semplicemente non viene pagata. È così che i 5 impianti di depurazione di Napoli iniziano pian piano a riempirsi di rifiuti, parliamo di tonnellate e tonnellate di fanghi lasciati a marcire dentro gli stabilimenti. La situazione di emergenza, però, diventa propizia per perseguire degli scopi criminali, perché consente di far lievitare i prezzi a dismisura e di arrivare all'aggiudicazione diretta degli appalti senza passare dall'iter della gara.

Scrivono i giudici:

"In tale fase la Sma nella persona del suo direttore generale, Di Domenico Lorenzo, avvia una frenetica attività volta alla ricerca di ditte in grado di risolvere in tempi brevi – e fino alla consegna degli impianti alle ditte aggiudicatrici, fissata per la fine di marzo del 2018, ma probabilmente da prorogarsi ancora – la questione dello smaltimento dei fanghi ovvero: il loro trasporto presso altre discariche, diverse da quelle fino a quel momento avevano operato, in grado di procedere allo smaltimento"

È proprio in questo momento che nella ricerca frenetica di una ditta a cui affidare questi fanghi viene coinvolto anche Nunzio Perrella, l'ex boss della camorra ed ex collaboratore di giustizia, che dopo aver scontato la sua pena, aveva iniziato a collaborare gratuitamente con Fanpage.it per la realizzazione di un'inchiesta giornalistica in cui avrebbe avuto il ruolo di insider proprio per smascherare il sistema criminale del traffico di rifiuti.

Le date coincidono perfettamente. A fine 2017, dopo aver collaborato per altri nostri servizi, Nunzio Perrella inizia a spargere la voce, tra i suoi vecchi contatti, di essere interessato a rientrare nel business dei rifiuti. Lo fa, ovviamente, per motivi giornalistici, per conoscere cosa si stia muovendo nel settore e chi sono le persone coinvolte. Tutte le sue telefonate e i suoi incontri vengono registrati dalla testata giornalistica e finiranno poi nell'ordinanza di misura cautelare del gip. È in questo momento che le nostre strade si incrociano con quelle della Sma.

La SMA Campania

Dopo pochi giorni uno dei contatti di Nunzio Perrella ci chiama dicendo di avere un affare importante tra le mani e che per farlo bisogna parlare con i vertici della Sma che devono assegnare lo smaltimento dei fanghi dei depuratori e "ovviamento vogliono una parte per loro, perché sono politici, quindi parlano di soldi".

Il 3 gennaio 2018 Nunzio Perrella viene invitato negli uffici della società della Regione al centro direzionale di Napoli. La conversazione viene registrata con una telecamera nascosta e finirà nella prima puntata di Bloody Money oltre che nell'attuale ordinanza di misure cautelari.

Ad accoglierlo c'è proprio Lorenzo di Domenico, l'amministratore della Sma e Agostino Chiatto, il segretario di Luciano Passariello.

"Stiamo parlando di tante tonnellate, otto camion al giorno" – esordisce Di Domenico, e continua spiegando che vista l'emergenza: "La Regione ci ha già detto che ci autorizza a qualsiasi tipo di prezzo, purché noi non fermiamo gli impianti e smaltiamo quello che abbiamo da smaltire". Vista quest'opportunità, l'amministratore della Sma afferma che loro potrebbero affidare lo smaltimento dei fanghi a 145 euro a tonnellata, ma che da questo prezzo va considerata una percentuale da destinare a loro.

"Sui 145 normalmente ci restano 5 euro a tonnellata, per quello che è mio" afferma Di Domenico. "Dobbiamo saziarci tutti quanti, fortunatamente chi deve pagare sono io, quindi…". Lo corregge, però, subito dopo Agostino alzando la posta: "Sui 145, fra tutto restano tra i 12 e i 13 euro", dice il segretario di Passariello, "5 a noi e 8 a loro", conclude Di Domenico, riferendosi al fatto che bisogna considerare nella trattativa anche i gestori degli impianti a cui spetta una quota.

Stanno parlando del prezzo a tonnellata, che va moltiplicato, però, per la quantità di rifiuti che andranno smaltiti fino al 31 marzo 2018, e cioé 600 tonnellate in 4 settimane. Alla fine la tangente che gli spetterebbe equivarebbe ad una cifra che si aggira intorno ai 300 mila euro.

La stessa Procura riferendosi a questa conversazione rileva che non sia stato Nunzio Perrella a indurre alla corruzione ma che la richiesta avvenga proprio dai pubblici ufficiali:

"Appare significativo rilevare come l'iniziativa volta alla richiesta dell'erogazione della tangente parta proprio dal pubblico ufficiale, e cioè dal Di Domenico".

E anche sul tema dell'agente provocatore, di cui si discusse dopo la pubblicazione di Bloody Money, i giudici affermano:

"Leggendo il contenuto della relativa trascrizione e guardando tali registrazioni sarà possibile rilevare come in realtà l'iniziativa dei "provocatori" non ha fatto altro che attualizzare "un'intenzione criminale esistente, fornendo solo l'occasione per concretizzare la stessa, e quindi senza determinarla in modo essenziale".

La trattativa continuerà poi nelle settimane successive e si intreccia ancora di più con la politica. Siamo, infatti, nel periodo della campagna elettorale per le elezioni nazionali del marzo 2018, e i candidati cercano fondi per supportare la loro candidatura, ma è anche un momento delicato perché i politici non possono fare passi falsi. A spiegarlo è Agostino Chiatto che vuole incontrare Nunzio Perrella per alzare ancora di più il prezzo, portadolo a 175 euro a tonnellata, lo scriverà su un pizzino che finirà agli atti dell'inchiesta.

"Io ho un problema con un dirigente, facciamo 175, però questi qua (5, ndr) glieli diamo a lui e non abbiamo problemi di niente, di autorizzazioni etc".

"Ma chi è questo qua?" – chiede Nunzio Perrella.

"Gente della Regione, ma voi avete a che fare con me, non conoscete nessuno ed io non conosco nessuno". In un altro passaggio riportato anche dagli inquirenti, Agostino continua: "Luciano (Passariello, ndr) ora si candida, il 4 si candida, va a Roma, e proprio per questo ci serve una spinta per dargli una mano". Il candidato però, non deve essere coinvolto direttamente "Un cenno di intesa, ma non più di tanto".

"Ma Luciano è a conoscenza di questa cosa?" – chiede Perrella.
"Eh, certamente", risponde Chiatto.

Si conclude così l'ultimo incontro tra il nostro insider e il dipendente della Sma, anche perché nel frattempo Nunzio Perrella viene portato al tavolo di un'altra trattativa sempre per l'aggiudicazione dello stesso smaltimento dei fanghi, ma con altri interlocutori, Biagio Iacolare, presidente della Sma e con Rory Oliviero, consigliere comunale ad Ercolano, vicenda che entrerà a far parte della terza puntata di Bloody Money.

 

L'indagine della procura, però, prosegue anche dopo la pubblicazione dell'inchiesta. Ed è in questo frangente che si viene a scoprire che fine hanno fatto i fanghi dei depuratori su cui i dirigenti pubblici, adesso agli arresti, volevano speculare. È tratta da una conversazione tra i responsabili degli impianti di depurazione, che si riuniscono per commentare proprio i video pubblicati da Fanpage.it, non sapendo di essere intercettati dalla Procura.

Il responsabile dell'impianto di depurazione di Napoli Est, spiega ai suoi colleghi che il trattenere i rifiuti bloccati sta portando a una situazione sempre più disastrosa.

"Come sono uscite a te le analisi?" – chiede all'interlocutore.

"Una chiavica" – gli rispone il direttore dell'impianto di Acerra.

"La cosa brutta, – continua il direttore dell'impianto – la cosa brutta la sai qual è? Che dall'8 febbraio fino a oggi sono stati buttati i fanghi a mare"