Famiglia nel bosco, la perizia della psichiatra conferma: “Incapacità genitoriale” per Nathan e Catherine

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia di genitori anglo-australiani della ‘famiglia del bosco' di Palmoli (Chieti), manifesterebbero ancora un'"incapacità genitoriale".
Lo ha stabilito la psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ambito della consulenza tecnica d'ufficio sulla coppia. Sarebbe stata depositata una bozza di relazione relativa al ricongiungimento tra la coppia e i loro tre figli minorenni, collocati dallo scorso 20 novembre in una struttura protetta di Vasto.
Sulla perizia i consulenti di parte della famiglia anglo-australiana potranno controbattere e la psichiatra avrà un ulteriore mese per stilare la relazione definitiva.
Ora l'ipotesi più probabile è che venga avviato un percorso finalizzato al ricongiungimento. L'unica strada alternativa sarebbe la decadenza della responsabilità genitoriale e, dunque, la dichiarazione di adottabilità dei tre piccoli.
La perizia: "Figure genitoriali immature e poco strutturate"
Dal documento di Ceccoli, si legge su La Repubblica, emergerebbe dai test somministrati nell'ambito della perizia psichiatrica e personologica "una rappresentazione instabile, incoerente, con età non congrue" della famiglia.
Nella perizia si parlerebbe di figure genitoriali "immature e poco strutturate". Per i bambini il padre e la madre "hanno dieci anni" e nel disegno della "famiglia immaginaria", ci sarebbe solo animali, "segno di una sofferenza".
Attesa la decisione sull'allontanamento della madre dalla struttura dove si trovano i minori
Intanto, si attende la decisione della Corte d'Appello civile dell'Aquila, che dovrà esprimersi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento, contro la decisione con cui il 6 marzo scorso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto l'allontanamento della madre dalla struttura dove si trovano i tre minori.
Nel ricorso di 37 pagine, depositato il 18 marzo scorso dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, si evidenzia l'"unilateralità" dell'ordinanza del Tribunale che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali.
Quella della Asl invece aveva invitato a "favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari", dopo la prima ordinanza del novembre 2025 che aveva disposto l'allontanamento dei bimbi dall'ambiente domestico ritenuto insalubre, ma pur sempre accompagnati dalla mamma.
Nello stesso ricorso i legali sottolineano come i principali problemi evidenziati dai magistrati nella decisione di allontanamento dei bimbi dalla casa nel bosco siano stati ormai risolti, a partire dall'abitazione.
I consulenti della famiglia: "Sofferenza psicologica per i minori correlata allo sradicamento subito"
Una "condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva dei minori, direttamente correlata allo sradicamento subito e alla persistente discontinuità nei loro riferimenti affettivi, educativi, identitari e organizzativi", hanno scritto nel documento più recente i consulenti della famiglia, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello.
"Il protrarsi dell'attuale assetto rischia di trasformare uno stato di sofferenza reattiva in una condizione strutturata con possibili esiti duraturi sul piano dell'organizzazione emotiva e della costruzione dell'identità personale".
Hli psicologi hanno quindi ribadito "la necessità e l'urgenza di procedere al ripristino del nucleo familiare di origine al fine di ricostruire il vissuto identitario, di interrompere il processo di disgregazione dei riferimenti fondamentali dei minori, nonché di prevenire l'evoluzione del disagio in forme più gravi e strutturate".
L'appello della presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza Brambilla: "Riunite la famiglia"
"Rivolgo questo appello a tutte le istituzioni coinvolte: non avrò pace finché questa famiglia non sarà riunita, finché questi meravigliosi bambini non potranno tornare alla loro vita, alla loro mamma, al loro papà, alle loro cose, alla loro casa, ai loro animali, alla loro realtà, che è una bella realtà".
Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza Michela Vittoria Brambilla ribadisce in un video rivolto "a tutti i soggetti che si troveranno a dover decidere" sui figli di Nathan e Catherine Trevallion.
"Vi prego, non persistiamo in un palese errore. – ha aggiunto – Questa famiglia andava accompagnata, non devastata: sono persone meravigliose, aiutiamole a ritrovare la serenità e soprattutto aiutiamo questi tre bambini che oggi soffrono. Così si rispetta il principio del superiore interesse del minore".
"Mettete da parte tutto ciò che è stato fino ad oggi e considerate ciò che suggerisce il vostro cuore, oltre, naturalmente, al buon senso e a tutte le evidenze che parlano di bambini amati. I figli si portano via ai genitori quando sono vittime di violenza, diretta o assistita, non quando ci sono tanto amore e tanta serenità".
Nel video diffuso ci sono anche i due genitori: "Vogliamo che i nostri bambini ritornino a casa", dice Nathan nel filma. "Il più presto possibile, per loro", aggiunge Catherine. "Non abbiamo fatto nulla di male ai bambini".
"Quello che sta succedendo è una violenza – conclude Brambilla – e io non avrò pace finché l'ingiustizia non finirà. Per voi e per tutti i casi come il vostro, di tante famiglie con bambini invisibili".