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Edoardo Corrieri è morto: travolto da un’auto dopo lite in discoteca a Genova. Arrestato Vincenzo Rametta

Edoardo Corrieri, 29 anni, è morto dopo due giorni di ricovero in rianimazione al San Martino per le gravi ferite riportate nell’investimento avvenuto in corso Italia a Genova. In carcere Vincenzo Rametta, accusato di averlo travolto volontariamente al termine di una lite scoppiata all’esterno di una discoteca.
Edoardo Corrieri
Edoardo Corrieri

Edoardo Corrieri non ce l'ha fatta. Il 29enne investito nella notte tra venerdì e sabato in corso Italia, a Genova, è morto dopo due giorni di ricovero nel reparto di Rianimazione del Policlinico San Martino. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime a causa dei traumi riportati nell'impatto e, nelle ore precedenti al decesso, il quadro clinico si era ulteriormente aggravato.

Ed ora per Vincenzo Rametta il quadro giudiziario rischia di aggravarsi ulteriormente. Il trentenne, arrestato e detenuto nel carcere di Marassi, era stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di tentato omicidio per l'investimento avvenuto, pare, al termine di una lite scoppiata all'esterno di una discoteca. Con la morte del 29enne, la Procura valuterà le contestazioni da muovere nei suoi confronti.

A confermare la morte di Corrieri è stato lo stesso ospedale con una nota ufficiale:

L'Ospedale Policlinico San Martino comunica che è deceduto presso la Rianimazione M3 del Monoblocco diretta dal professor Nicolò Patroniti il ventinovenne investito venerdì in tarda notte. La Direzione, tutta la struttura e i professionisti coinvolti nel soccorso e nella gestione del paziente si stringono attorno ai familiari del ragazzo, che in questi giorni trascorsi al Policlinico si sono distinti per collaborazione e grande umanità".

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato intorno alle 4.30 di sabato mattina. Edoardo Corrieri e alcuni amici si sarebbero avvicinati a Rametta e ad altri giovani, accusandoli di infastidire due ragazze. Da quel momento sarebbe nata una discussione rapidamente degenerata tra urla, spintoni e momenti di forte tensione.

In base agli accertamenti della Squadra Mobile, coordinata dal primo dirigente Carlo Bartelli e dal vice Antonino Porcino, per allontanarsi da quella situazione, Rametta avrebbe raggiunto l'auto di cui aveva la disponibilità. Le immagini riprenderebbero l'uomo mentre sale a bordo della sua Audi Q3 e si dirige verso il punto in cui si trova Corrieri. I filmati, al vaglio della Procura, mostrerebbero il suv accelerare e sterzare leggermente prima dell'impatto. Un dettaglio che gli investigatori considerano significativo per sostenere l'ipotesi della volontarietà del gesto e che rappresenta uno dei principali elementi a sostegno dell'accusa.

Dopo aver travolto il malcapitato, Rametta si sarebbe allontanato per alcune decine di metri. Poco dopo è stato rintracciato dagli agenti delle Volanti nei pressi del "Baretto" di corso Italia, dove si trovava insieme a due amici che aveva contattato dopo l'accaduto.

Edoardo Corrieri
Edoardo Corrieri

Davanti agli investigatori ha ammesso di essere stato alla guida dell'auto, negando però di aver agito intenzionalmente. Più volte avrebbe sostenuto "di non averlo investito apposta", una versione che tuttavia contrasta con quella fornita dagli amici della vittima e con gli elementi raccolti dagli inquirenti.

Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, Corrieri era privo di conoscenza e presentava una grave emorragia. Trasportato d'urgenza al Policlinico San Martino, era stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico. Nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita, il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino al decesso comunicato dall'ospedale nelle ultime ore.

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