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È morto a 75 anni il Comandante Alfa, cofondatore del GIS: addio al Carabiniere più decorato d’Italia

È morto a 75 anni il Comandante Alfa, tra i fondatori del GIS e Carabiniere più decorato d’Italia. Protagonista di missioni contro terrorismo e criminalità organizzata, dopo il servizio attivo si era dedicato alla divulgazione dei valori della legalità.
Il Comandante Alfa.
Il Comandante Alfa.

È morto oggi, domenica 19 luglio, all'età di 75 anni il Comandante Alfa. Luogotenente dell'Arma dei Carabinieri, è stato uno dei fondatori del GIS (Gruppo di Intervento Speciale, reparto d'élite specializzato in antiterrorismo, liberazione di ostaggi e operazioni ad alto rischio) ed è considerato il Carabiniere più decorato d'Italia.

"Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. – si legge in una breve nota sulla sua pagina Facebook – Ci lascia un uomo Speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo. Vi chiediamo di rispettare questo momento di lutto con discrezione e sensibilità".

Nato a Castelvetrano nel 1951, per decenni ha operato a tutela delle istituzioni e nell’antiterrorismo, mantenendo l’anonimato e proteggendo la propria identità dietro il celebre mefisto nero, simbolo delle missioni speciali e segrete compiute sul campo.

In quarant'anni di servizio fu coinvolto in diverse azioni, sia in Medio Oriente che sul territorio nazionale, dalla rivolta nel supercarcere di Trani, alla cattura degli esattori di Cesare Casella, dalla liberazione di Patrizia Tacchella al servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo a Palermo nel 2013.

Dopo il servizio attivo come istruttore d’élite, aveva intrapreso un’intensa attività saggistica per diffondere i valori della legalità attraverso libri di successo, come “Io vivo nell’ombra” e “Cuore di rondine”.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti dal Comandante Alfa figurano la Croce d'oro al merito dell'Arma dei Carabinieri e l'onorificenza militare di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (la più alta in Italia).

Per quanto riguarda il suo vero nome, non è mai stato confermato ufficialmente. Nel corso degli anni sono circolate ipotesi e attribuzioni, ma né lui né l'Arma dei Carabinieri hanno mai reso pubblica la sua identità.

Giovanni Lentini, sindaco di Castelvetrano, ha commentato la notizia della scomparsa con un post: "Ho appreso con dispiacere della scomparsa del Comandante Alfa, nostro concittadino".

Lentini ha ricordato la vita del Comandante Alfa messa al servizio dello Stato, durante la quale ha preso parte ad alcune delle più importanti operazioni contro il terrorismo e la criminalità organizzata.

"Un percorso vissuto sempre con grande riservatezza, coraggio e senso del dovere. – ha aggiunto il primo cittadino – Pur vivendo lontano da Castelvetrano, non ha mai dimenticato la sua città, rimanendo vicino alla comunità anche con gesti concreti di solidarietà, come il sostegno al nostro ospedale, e promuovendo costantemente i valori della legalità".

Lentini ha fatto a nome dell’Amministrazione comunale e della città di Castelvetrano sincere condoglianze ai suoi familiari, all’Arma dei Carabinieri e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. E conclude: "Castelvetrano saluta un suo figlio che ha onorato la divisa e servito il Paese con dedizione fino all’ultimo".

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