video suggerito
video suggerito

Dopo 26 anni di carcere torna in libertà Gaspare Spatuzza che svelò depistaggi sulle stragi di mafia

Torna in libertà Gaspare Spatuzza, l’uomo condannato per le stragi di mafia e più di 40 omicidi che nel 2008 ha iniziato a collaborare con la giustizia svelando i depistaggi sui processi per le stragi di mafia.
A cura di Gabriella Mazzeo
117 CONDIVISIONI
Immagine

È tornato libero Gaspare Spatuzza, l'uomo che poi ha svelato depistaggi e condanne di innocenti relative alle stragi di mafia iniziando a collaborare con la giustizia. Per un po' resterà in libertà vigilata e dovrà osservare le prescrizioni del Tribunale. Da due settimane ha ottenuto la liberazione condizionale senza più i vincoli della detenzione domiciliare a cui era sottoposto dal 2014.

Per cinque anni, ‘U Tignusu non potrà frequentare pregiudicati o uscire dalla provincia nella quale abita senza autorizzazione, ma di fatto ha chiuso i suoi conti con la giustizia italiana che l'ha condannato per le bombe esplose a Roma, Firenze e Milano circa 30 anni fa con dieci morti e oltre 50 feriti. Spatuzza fu condannato anche per l'omicidio di padre Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre del 1993, e per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore Santino Di Matteo.

A riportare la notizia è il Corriere della Sera, che fa sapere che la richiesta avanzata da Spatuzza due settimane fa è stata finalmente accolta. Il tutto poco dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro, mandante del rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo e responsabile delle stragi di mafia del 1992 e del 1993.

La storia di U' Tignusu e il pentimento

Nato a Palermo l'8 aprile del 1964, Spatuzza era affiliato alla famiglia di Brancaccio guidata da Filippo e Giuseppe Graviano. Soprannominato anche "l'imbianchino" per il lavoro che faceva, rubò la Fiat 126 utilizzata come autobomba in via D'Amelio per l'attentato a Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Ha ricevuto condanne per oltre 40 omicidi ed è stato catturato dall'Antimafia nel 1997 all'ospedale Cervello di Palermo.

Ha iniziato a collaborare con la giustizia dall'estate del 2008 e tra le sue dichiarazioni vi sono anche quelle che hanno mandato a processo Messina Denaro per le stragi di Capaci e via D'Amelio. Il programma di protezione per Spatuzza è stato chiesto dai magistrati per la prima volta nel 2010, ma fu respinto dal governo di centrodestra. L'apposita commissione del Viminale contestò le dichiarazioni definite "a rate" su Silvio Berlusoni, Marcello Dell'Utri e un presunto accordo con i Graviao al tempo della nascita di Forza Italia.

117 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views