Dopo 224 giorni Francesca lascia l’ospedale Niguarda: dimessi tutti i 12 ragazzi di Crans-Montana
Una bella notizia arriva a oltre sette mesi dal drammatico incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Dopo 224 giorni di cure, anche Francesca, la diciassettenne milanese rimasta gravemente ustionata, è stata dimessa dal Centro Ustioni dell'ospedale Niguarda di Milano. Con lei, tutti e 12 i pazienti trasferiti nel capoluogo lombardo dopo il rogo sono finalmente tornati a casa.
A dare l'annuncio è stato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia, che ha parlato di un "sogno, bellissimo" diventato realtà proprio nei giorni delle stelle cadenti. Francesca era stata l'ultima dei dodici pazienti ancora ricoverati a Milano. A giugno aveva festeggiato il suo diciassettesimo compleanno proprio all'interno del Niguarda.
Oltre 50 interventi chirurgici e migliaia di ore di cure
Quello affrontato dai ragazzi è stato un percorso lungo e complesso, iniziato quella notte di Capodanno all'interno del locale Constellation di Crans-Montana. A Milano, nei primi giorni dell'emergenza, sono state coinvolte contemporaneamente oltre 100 persone tra medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo.
I pazienti erano stati trasferiti in elicottero dall'Areu e accolti al Niguarda, dove Pronto Soccorso e Terapia Intensiva hanno provveduto alla stabilizzazione. Il Centro Ustioni ha quindi seguito le cure specialistiche, mentre la Banca dei Tessuti ha messo a disposizione oltre 25mila centimetri quadrati di cute. Nel percorso sono stati coinvolti anche gli specialisti di Pneumologia, Malattie Infettive, Chirurgia Plastica, Riabilitazione e Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
I numeri restituiscono solo in parte la complessità del lavoro affrontato in questi mesi: più di 50 interventi chirurgici, almeno 30 medicazioni in sedazione per ciascun paziente, oltre alle numerose visite, medicazioni e sedute laser.
"Numeri che raccontano solo in parte la quantità di lavoro, competenza e, soprattutto, impegno messi in campo", ha sottolineato Bertolaso, ringraziando il personale di Niguarda, Policlinico di Milano, Areu, Servizio sanitario lombardo e Regione Lombardia. "Dietro questi numeri ci sono giornate e notti di lavoro, fatica e ansia, scelte difficili, attenzione a ogni dettaglio e tanta vicinanza ai ragazzi e alle loro famiglie".
Per i ragazzi di Crans Montana il percorso non è ancora finito
La dimissione non rappresenta però la fine delle cure. Le ustioni riportate nell'incendio richiederanno ancora tempo, riabilitazione e ulteriori interventi.
Alcuni dei ragazzi hanno già iniziato un percorso di chirurgia della mano, con il supporto degli specialisti di Multimedica, per recuperare progressivamente la mobilità compromessa dalle cicatrici. Sono proprio le mani che molti di loro avevano utilizzato per cercare di proteggersi dalle fiamme durante l'incendio.
"Ci vorranno tempo, pazienza e forza per lasciarsi alle spalle quello che è successo e tornare, passo dopo passo, alla vita di tutti i giorni", ha spiegato Bertolaso.
L'assessore ha quindi ricordato le istituzioni che hanno seguito la vicenda e visitato i ragazzi e le loro famiglie, dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La giornata della dimissione di Francesca resta però legata anche al ricordo di chi quella notte non è riuscito a salvarsi. "Non dobbiamo dimenticare, neppure per un attimo", ha concluso Bertolaso, "che anche in questa giornata il nostro pensiero più commosso è rivolto ai ragazzi che quella notte non ce l'hanno fatta e ai loro cari".