video suggerito
video suggerito

Detenuto muore in un incendio nel carcere di Sassari: lo avrebbe appiccato lui stesso, 5 agenti intossicati

Aperta un’inchiesta: il detenuto avrebbe perso i sensi a causa delle esalazioni di fumo e sarebbe poi stato avvolto dalle fiamme.
Immagine

Un uomo è morto la notte scorsa all’interno del carcere Bancali di Sassari. Si tratta di un detenuto sardo di 36 anni (e non 72 come emerso in un primo momento) morto in seguito a un incendio che lui stesso avrebbe provocato in cella. L’uomo è morto carbonizzato.

Secondo le prime informazioni, lui stesso avrebbe appiccato il rogo in una cella del reparto ospedaliero interno all’istituto della Sardegna. L'uomo si sarebbe barricato nella stanza, ostruendo l'ingresso, e successivamente avrebbe dato fuoco al letto e altri oggetti utilizzando probabilmente un accendino e dell’olio.

L’allarme è stato lanciato intorno alle 23 di ieri sera. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Sassari, che hanno domato l’incendio, e il 118 con diverse ambulanze. La Procura di Sassari ha intanto aperto un’inchiesta e sull’episodio ora indagano i carabinieri del Comando provinciale.

Stando a una prima ricostruzione, il detenuto avrebbe perso i sensi a causa delle esalazioni di fumo e poi sarebbe stato avvolto dalle fiamme. Per lui non c’è stato nulla da fare. Anche cinque poliziotti penitenziari che si trovavano nel carcere e sono intervenuti sono rimasti leggermente ustionati e intossicati: tutti sono stati ricoverati al pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari per le cure del caso.

A quanto si apprende, non è stato necessario evacuare gli altri detenuti del carcere di Bancali a causa dell’incendio. L’incendio ha infatti interessato solo una cella del reparto Sai, un'area sanitaria dedicata ai ristretti con gravi patologie del carcere.

Cordoglio per la vittima e vicinanza ai poliziotti feriti da parte del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe: "I poliziotti in servizio hanno affrontato un'emergenza di eccezionale gravità con coraggio, professionalità e spirito di servizio, intervenendo fin dai primissimi istanti nel tentativo di contenere il rogo e salvaguardare la sicurezza dell'Istituto”.

I sindacati denunciano situazioni insostenibili nel carcere sardo: "Parrebbe che nelle sezioni non siano presenti i bocchettoni antincendio necessari per collegare le manichette. Se confermata, questa mancanza rappresenterebbe un elemento di grave vulnerabilità, perché impedisce al personale di utilizzare strumenti fondamentali per fronteggiare incendi di tale intensità. La sicurezza degli operatori e al contempo dei ristretti non può dipendere da infrastrutture incomplete o non adeguate alle esigenze di emergenze sempre più frequenti e complesse", così il segretario nazionale del Consipe, Roberto Melis.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views