23 Settembre 2014
10:06

Detenuto con il tumore ai polmoni potrà essere curato a casa: “La fine di un incubo”

Luigi Moscato era detenuto in attesa di giudizio nel carcere di Poggioreale. Ma è gravemente ammalato: dopo denunce e interviste arrivano i domiciliari.
A cura di Gaia Bozza

"Mio marito ha il tumore e sa come lo curano? Con la Tachipirina. Non gli danno nemmeno un cerotto per i dolori". Luigi Moscato ha 55 anni ed era rinchiuso nel carcere di Poggioreale, a Napoli, in attesa di essere giudicato per un reato che, giura la moglie Lucia, "non ha commesso": è accusato di essere coinvolto in un giro di ricettazione. Moscato ha un tumore ai polmoni, con metastasi ormai ovunque. Ma da ieri sera è a casa: gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tra i giorni di dolore e questa piccola, grande vittoria c'è un bel chiasso. Montato con la denuncia del presidente dell'associazione degli ex detenuti napoletani, Pietro Ioia, che ha convocato una conferenza stampa davanti al carcere partenopeo con l'associazione radicale Per La Grande Napoli rappresentata da Luigi Mazzotta.

Fanpage.it ha raccolto la testimonianza disperata della moglie di Luigi Moscato: "Me lo faranno morire in carcere – diceva ai nostri microfoni – Pensi che sono riuscita vederlo solo dopo due settimane che era lì". Si è subito attivata la catena di solidarietà. Dopo la denuncia,  al caso del povero Luigi si sono interessati l'esponente di Forza Italia Salvatore Ronghi e la Garante dei Detenuti della Campania, Adriana Tocco, che avrebbe dovuto fare visita al detenuto oggi. Ma ieri sera il signor Moscato era a casa. "E' stata la fine di un incubo – dice il fratello di Luigi Moscato, Francesco – Siamo ancora in lacrime. Ora potrà curarsi a casa, facendo la chemio in ospedale".

"Vorrei ringraziare tutti coloro che si sono attivati per questo caso – conclude il presidente dell'associazione ex detenuti – Luigi Mazzotta e Rosa Criscuolo dell'associazione Radicali Per La Grande Napoli, l'attivista Carmela Esposito, l'esponente di Forza Italia Salvatore Ronghi, la Garante dei Detenuti Adriana Tocco. E voglio ringraziare gli stessi familiari, perché hanno avuto il coraggio di metterci la faccia e sollevare il problema anche da un punto di vista mediatico. Come si è visto, è stato importante ai fini del risultato". Nel carcere di Poggioreale sono oltre 300 gli ammalati reclusi, e la difficoltà di accesso alle cure è un problema drammaticamente diffuso in tutte le carceri italiane: per questo, tantissime persone si trovano ristrette in condizioni disperate, nella negazione dei diritti più elementari.

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