Denny Magina morto a Livorno, assolti i due imputati per omicidio preterintenzionale: “Fatto non sussiste”

Hamed Hamza e Amine Ben Nossra, i due giovani imputati per omicidio preterintenzionale per la morte del 29enne Denny Magina, sono stati assolti dalla Corte d'assise di Livorno "perché il fatto non sussiste".
La sentenza di primo grado è stata letta oggi, giovedì 21 maggio, dopo due ore di camera di consiglio. Il decesso del 29enne risale alla notte tra il 21 e il 22 agosto 2022 ed era avvenuto in conseguenza di una caduta dal quarto piano di un appartamento in via Giordano Bruno.
In aula al momento della lettura della sentenza ci sono stati momenti di tensione. La madre del ragazzo, Erika Terreni, ha avuto un mancamento ed è svenuta. Sul posto è arrivato anche il 118 con l’automedica e un’ambulanza della Misericordia.
Mentre gli amici, che insieme alla famiglia non hanno mai creduto all'ipotesi del suicidio, hanno gridato "assassini" ai due imputati che sono stati portati via dalla polizia penitenziaria.
Per i giudici Hamed Hamza, difeso dall'avvocata Barbara Luceri, e Amine Ben Nossra, difeso dall'avvocata Alessandra Natale, non avrebbero provocato la caduta fatale del ventinovenne livornese. Il pubblico ministero Giuseppe Rizzo, dopo la requisitoria, aveva invece chiesto una pena di 18 anni per Hamza e l'assoluzione per l'altro imputato.
All’inizio della vicenda si parlò di un incidente o di un gesto volontario. Due anni fa, invece, erano finiti sotto inchiesta per omicidio preterintenzionale Hemed Hamza, 35 anni, e Amine Ben Nossra, 33 che quella notte si trovavano nell’appartamento. Il palazzo popolare alla periferia di Livorno occupato abusivamente da spacciatori magrebini.
Secondo l’accusa, Denny Magina sarebbe stato colpito da un pugno da Hamza e sarebbe precipitato dalla finestra del palazzo con il davanzale troppo basso. I due uomini avrebbero tentato di afferrarlo dalle caviglie, ma non sarebbero riusciti ad evitare la caduta.