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Davide investito e derubato a Torino, i ragazzi che hanno provato a salvarlo: “Scena difficile da affrontare”

Lo scorso weekend a Torino Davide Borgione, 19 anni, è caduto dalla bici, è stato investito da un’auto e derubato mentre era in fin di vita. Poco dopo è morto per le ferite riportate. I ragazzi che hanno chiamato i soccorsi: “Quando è arrivata l’ambulanza, non mostrava più segni di vita. Fermarsi era un dovere morale”.
A cura di Eleonora Panseri
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Davide Borgione, 19 anni.
Davide Borgione, 19 anni.

Davide Borgione, 19 anni, nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, è caduto dalla bici con cui stava rientrando a casa a Torino, è stato investito da un'auto e derubato da due sciacalli mentre era a terra in fin di vita. Poco dopo è morto per le ferite riportate.

La sua storia ha scosso le coscienze, in tanti si sono chiesti come le persone coinvolte, tre giovani condannati per omissione di soccorso e furto, hanno potuto interagire con lui senza tuttavia chiedere aiuto. Ma c'è anche chi, vedendo il 19enne a terra, si è fermato e ha cercato di salvarlo.

Alcuni ragazzi hanno notato la sagoma di Davide, disteso vicino alla pista ciclabile, e hanno fermato le loro auto. "Lavoro di notte – ha detto uno di loro a La Stampa – ero con due colleghi. Quel ragazzo era disteso sull’asfalto, in mezzo alla carreggiata. È stata una scena molto forte. Difficile da affrontare".

"Abbiamo subito chiamato l’ambulanza e in quel momento dava ancora segni di vita", ha ricordato un altro. Dicono di essersi fermati per un "dovere morale".

La dinamica dell'incidente non è stata ancora chiarita del tutto. Secondo quanto è stato possibile ricostruire dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, il 19enne è caduto vicino alla pista ciclabile, poi è stato urtato da un'auto che ha proseguito la sua marcia.

Mentre il ragazzo era riverso a terra, due giovani sono scesi da un'altra auto, si sono avvicinati e lo hanno derubato del portafoglio. Poi si sono dati alla fuga senza allertare i soccorritori. A causare il decesso sarebbe stato un trauma cranico.

Ma sulla ricostruzione dell'accaduto la Procura sta continuando a indagare. "Pensavo di aver preso un dosso", ha riferito il conducente della prima vettura. "Abbiamo aspettato i soccorsi – dicono ancora i ragazzi che si sono fermati per aiutarlo – e segnalato il pericolo per le auto in arrivo per evitare altri incidenti".

"Solo dopo, leggendo le notizie sui giornali, abbiamo capito che poco prima qualcuno aveva rubato il portafoglio del ragazzo. Questo gesto mi indigna profondamente. Per il contesto, che è drammatico. L’ambulanza è arrivata dopo venti minuti. Il ragazzo non mostrava più segni di vita".

"Voglio dire queste cose – aggiunge uno di loro – per rispetto di lui. E perché l’attenzione, la sicurezza e il senso di umanità sono fondamentali, soprattutto di notte».

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