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Malika, cacciata di casa dai genitori perché gay
11 Aprile 2021
16:25

Dalla Serracchiani a Luxuria, tutti in difesa di Malika: “L’amore non deve essere una colpa”

La solidarietà del mondo della politica e dell’opinione pubblica si aggiunge a quella di chi ha già voluto esprimere parole di conforto e sostegno per Malika, la 22enne di Castelfiorentino cacciata di casa e insultata dalla propria famiglia perché lesbica. Da Debora Serracchiani a David Sassoli, in tanti in queste ore hanno voluto esprimere vicinanza alla giovane condannando l’accaduto e le minacce di morte subite dalla 22enne.
A cura di Chiara Ammendola
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Malika, cacciata di casa dai genitori perché gay

Anche il mondo della politica ha voluto esprimere la propria solidarietà alla giovane Malika, la ragazza fiorentina di 22 anni cacciata di casa e insultata dalla propria famiglia dopo aver confessato loro di essere lesbica e innamorata di una donna. Dopo il video di Fanpage.it in cui la giovane fa ascoltare i messaggi audio inviati dalla madre in cui viene insultata e minacciata di morte, la procura di Firenze ha aperto un'inchiesta per violenza privata: Mailka lo scorso gennaio dopo essere stata costretta a lasciare la sua casa di Castelfiorentino aveva sporto denuncia ai carabinieri. Ora la sua storia ha nuovamente puntato i riflettori sul tema dell'intolleranza e il razzismo nei confronti degli omosessuali e per questo l'opinione pubblica, personaggi noti e anche volti della politica hanno voluto esprimere solidarietà alla giovane sottolineando la necessità di intervento immediato rispetto al ddl Zan. "Contro natura è smettere di essere genitore e cacciare via di casa una figlia augurandole di morire perché ti confessa di essersi innamorata di una ragazza – scrive Vladimir Luxuria sui propri canali social – la lesbofobia esercitata da chi dovrebbe proteggerti è la più crudele. Malika ti vogliamo bene noi".

Su Facebook anche Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, ha scritto: "Se torni a casa ti ammazziamo, meglio 50 anni di carcere che una figlia lesbica, meglio un tumore. Questo quello che la sua famiglia le ha detto prima di cacciarla di casa. La storia di Malika fa male davvero, perché l’amore è amore e basta. Siamo e saremo sempre al fianco delle tante Malika e di tutti coloro che ogni giorno vivono sulla propria pelle il pregiudizio. L’amore non deve essere una colpa".

Mentre David Sassoli, presidente del Parlamenteo Europeo, ha così commentato la vicenda: "La mia solidarietà e il mio sostegno a Malika, 22 anni, di Castelfiorentino, cacciata dalla famiglia e brutalmente minacciata, senza nemmeno la possibilità di tornare a prendere gli effetti personali – si legge nel post condiviso sul proprio profilo Facebook – tutto questo accade perché Malika è innamorata di una ragazza, e rivendica il diritto a vivere liberamente le scelte affettive. In queste ore la comunità di Castelfiorentino si è stretta attorno a lei, e lo considero un segnale importante. Perché Malika, come tutte le persone che combattono per i propri diritti e la propria dignità, non va lasciata sola.

Il sindaco Nardella: Persone come Malika vanno protette

"La storia di Malika, una ragazza che abita a pochi chilometri da Firenze, cacciata dai propri genitori perché ama una persona dello stesso sesso, è a dir poco vergognosa – scrive invece il sindaco di Firenze, Dario Nardella – se torni ti ammazziamo, meglio 50 anni di carcere che una figlia lesbica" le hanno detto. Persone come lei vanno protette. Non solo a parole, ma con i diritti.Per questo è fondamentale approvare il #ddlZan, una battaglia di civiltà e di progresso per portare nella modernità il nostro Paese. Non possiamo rimandare.Forza Malika, siamo con te!".

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