Il professore Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia a Padova, in una intervista a La Stampa ragiona sulla situazione epidemiologica in Italia, e dice che serve un nuovo lockdown duro, come quello disposto durante la prima ondata. Perché la pandemia non accenna a rallentare, né in Italia né in Europa, e il numero della vittime continua a crescere: secondo l'ultimo bollettino si sono registrati altri 483 decessi, mentre il tasso di positività è all'11,6%.

"Serve un lockdown vero, duro, veloce e questo vale ancor di più ora che c'è da gestire una campagna di vaccinazione prima che le varianti complichino la situazione", ha detto al quotidiano torinese. La campagna di vaccinazione, con 583.050 vaccinati nel nostro Paese fino ad ora, secondo Crisanti presenta "a livello internazionale dei ritardi, mentre in Italia tutto procede per il meglio. Va anche detto che il governo ha scelto la via più facile, cioè partire da medici e infermieri, mentre in altri Paesi sono state pensate altre priorità".

Secondo Crisanti concludere la campagna vaccinale entro l'anno è "un obiettivo realizzabile, anche se non facile. Per farcela servirà l'impegno di tutti: governo, Regioni, medici, infermieri, volontari e cittadini". Intanto, "bisogna impedire che l'alta trasmissione del virus favorisca la creazione di varianti che complicherebbero la vaccinazione".

L'Italia continua con una media di 500 morti al giorno, "è una strage inutile che poteva essere evitata. Invece di spendere in banchi a rotelle e bonus vacanze bisognava potenziare il sistema territoriale". Ora cosa si potrebbe fare? "Portare la pandemia ad un livello tracciabile con un lockdown vero e potenziare i test come non si è mai fatto. È anche la via più veloce per una vera ripresa economica. Altrimenti si proseguirà nella situazione attuale, in cui nessuno capisce cosa succede, in attesa della vaccinazione che se va tutto bene finirà tra un anno". Inoltre, aggiunge il professore, "basta con i messaggi contraddittori: se si dice alla gente che può andare per saldi perché non dovrebbe?"