La seconda ondata di Coronavirus nelle Residenze per anziani in Italia è stata più sotto controllo che nel corso della prima, quando queste strutture erano diventate uno dei principali focolai della pandemia di Covid-19. Basti pensare che secondo dati elaborati dall'Istituto superiore di Sanità su campione di 1.082 Rsa, nel 33 per cento di quelle contattate (3.420), dal primo febbraio al 14 aprile 2020 ci sono stati in tutto 6.773 decessi tra i residenti ma nel 40,2 per cento dei casi, vale a dire 2.724, le morti sono avvenute con infezioni da Covid o con manifestazioni simil-influenzali. Numeri che hanno gridare alla strage e che hanno costretto istituzioni e singole strutture a intervenire sui piani di sicurezza. Ma, a circa un anno dall'inizio dell'emergenza sanitaria, la situazione sembra essere notevolmente cambiata. È quanto ha spiegato a Fanpage.it Alberto De Santis, presidente di Anaste, l'Associazione nazionale strutture terza età.

"In alcune regioni – ha sottolineato  – la situazione è sotto controllo. Prendiamo il Lazio, ad esempio: qui è già stata terminata la campagna vaccinale nelle nostre strutture, a breve cominceremo anche i richiami. Ciò vuol dire che massimo entro un mese avremo la copertura vaccinale e potremo diventare probabilmente uno dei luoghi più sicuri d'Italia, in cui anche i nostri operatori potranno lavorare con una certa tranquillità". Non dappertutto però è così: "Ritardi significativi per quanto riguarda i vaccini sono stati accumulati in Calabria, che si trova ancora alla fase preliminare". Cosa è cambiato rispetto all'inizio dell'emergenza sanitaria, a quei tragici mesi di febbraio-aprile 2020 è chiaro, secondo De Santis: "La strage della prima ondata era prevedibile nelle Rsa che come tutte le strutture comunitarie sono soggette ad una maggiore diffusione delle malattie infettive. In autunno è andata meglio sia perché la maggior parte dei nostri anziani aveva già avuto il Covid, quindi c'è una sorta di copertura naturale, ma anche perché c'è stata una mentalità diversa, eravamo più pronti a gestire l'emergenza".

In particolare, ha sottolineato ancora De Santis, "sono stati effettuati screening con tamponi al personale e sono state adottate misure preventive che hanno ridotto la trasmissione del virus all'interno delle nostre strutture". Tra queste, anche la cosiddetta "stanza degli abbracci", o meglio "stanza degli incontri" che permetta agli anziani di incontrare i propri familiari. "Abbiamo creato nella maggior parte delle residenze delle stanze con interfono e plexiglass per permettere loro di parlarsi senza però toccarsi. È necessario tenere le distanze fino a quando non saremo tutti vaccinati". Qualche previsione sulla terza ondata? "Durante le feste di Natale abbiano osservato delle rigide misure di sicurezza, ma dovremo aspettare ancora un paio di settimane per vederne gli effetto. Teniamo duro per altri 15 giorni per vedere cosa succede e poter finalmente tirare un sospiro di sollievo".