Immagine di repertorio (Getty).
in foto: Immagine di repertorio (Getty).

"I genitori possono stare tranquilli perché nella maggior parte dei casi i bambini sviluppano forme non gravi di Covid-19, anche se negli ultimi mesi, rispetto a quanto abbiamo osservato nel corso della prima ondata della pandemia, è aumentato il numero di coloro che vengono ricoverati". A parlare è Francesca Bellini, direttrice sanitaria dell'ospedale Meyer di Firenze, tra le maggiori strutture che in Italia si occupano dell'assistenza sanitaria dei bambini, della didattica e della ricerca scientifica in ambito pediatrico, la quale ha fatto il punto della situazione Coronavirus tra i pazienti più giovani a Fanpage.it.

Dott.ssa Bellini, come è la situazione Covid all'ospedale Meyer?

"In linea generale, la situazione dei bambini è ancora molto meno impegnativa degli adulti perché si ammalano di meno e anche quando si ammalano si verificano forme non gravi. Al momento presso la nostra struttura ospedaliera sono ricoverati 5 minori con Covid, che sono quantitativamente comunque molto di più rispetto a quello che abbiamo visto nel corso della prima ondata della pandemia. Nessuno di loro è grave, solo una bambina si trova in rianimazione da qualche giorno ma sta meglio e la consideriamo fuori pericolo anche se ha ancora bisogno di supporto. Ha meno di un anno di vita".

Avete notato un peggioramento negli ultimi mesi della situazione tra i bambini?

"Noi dalla fine di febbraio abbiamo riscontrato un nuovo aumento dei casi tra i minori in età scolare e pre-scolare rispetto alla fine di dicembre, quando era stato osservato invece un calo alla fine della seconda ondata. Tranne un momento critico che abbiamo vissuto all'inizio di marzo, ora c'è maggiore stabilità, con in media sempre tra i 4 i 5 bambini ricoverati. La maggior parte di loro non sono gravi o critici e molti sono ricoverati per altri motivi, alcuni risultano positivi al tampone al momento dell'ingresso in ospedale prima del ricovero, ma i loro sintomi sono altri".

C'entra in qualche modo la variante inglese con questo aumento?

"Noi non facciamo il test specifico sulla mutazione a tutti, ma solo in presenza di specifici criteri. Al momento abbiamo identificato quattro casi, ma credo che anche qui ormai la variante inglese sia molto diffusa, come nel resto d'Italia".

Cosa ci può dire sulla Sindrome Mis-C post Covid nei bimbi? È pericolosa?

"Qui al Meyer l'abbiamo avuta sia in bambini che sono arrivati positivi che in bimbi che si erano già negativizzati, che magari avevano avuto la positività a casa del tutto asintomatica e poi si era verificata l'insorgenza di questa sindrome iperinfiammatoria che si sviluppa circa 2-6 settimane dopo l'infezione da SARS-CoV-2. Effettivamente in diversi casi è stata anche molto grave e impegnativa. È necessario il trattamento in rianimazione per supporto della funzione cardiaca e respiratoria e in certi casi anche renale, insieme ad una terapia antinfiammatoria. Nessuno ha avuto esito letale, alcuni sono stati impegnativi da trattare ma si sono ripresi e senza conseguenze".

Che effetto avrà la riapertura delle scuole fino alla prima media sull'aumento del contagio tra i bambini?

"Non sono un'epidemiologa, per cui non posso fare queste previsioni. Ma sicuramente l'aumento dei contatti farà crescere anche la diffusione del virus. Tuttavia nella nostra esperienza molti casi che trattiamo hanno un'origine all'interno del nucleo familiare piuttosto che in ambito scolastico".

Quale consiglio per i genitori che hanno figli positivi?

"Ai genitori diciamo sempre di stare tranquilli perché nella maggior parte dei casi i bambini sono asintomatici e superano l'infezione senza problemi. Ma è importante seguire tutte le indicazioni, quindi se si è positivi o contatti stretti di positivi rimanere a casa, monitorarli e confrontarsi con il pediatra di famiglia. Se aumenta la febbre e se il piccolo respira male, sarà quest'ultimo a dare ulteriori indicazioni sul da farsi"