Da lunedì 26 aprile quasi tutta Italia sarà in zona gialla e riapriranno molte attività stando a quanto previsto dall'ultimo decreto Covid firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Ma domani, domenica 25 aprile, gli italiani festeggeranno il giorno della Liberazione rispettando ancora le regole più restrittive, con con il Paese diviso in zone rosse o arancioni, dove dunque bar e ristoranti sono chiusi, anche se resta la possibilità di effettuare asporto e servizio a domicilio, e non è ancora consentito lo spostamento tra regioni, ma si può andare nelle seconde case, a meno che non si trovino in territori dove siano in vigore ordinanze locali che vietino gli spostamenti da un territorio all’altro. Ecco, nel dettaglio, cosa si può fare e cosa è invece vietato.

Zona arancione

Nelle regioni che domani, domenica 25 aprile saranno ancora in zona arancione, e cioè Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, Province autonome di Bolzano e Trento, è consentito muoversi all’interno del proprio comune senza autocertificazione, fermo restando il coprifuoco tra le ore 5.00 e le 22.00. Gli spostamenti fuori dal proprio comune devono avere comprovate urgenze, o essere giustificati da motivi di lavoro o salute.  È consentito anche il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione. È consentito a un massimo di due persone spostarsi verso un’abitazione privata una sola volta al giorno, ma sempre all'interno del proprio comune. Non rientrano nel conteggio delle due persone eventuali figli, se minori di 14 anni, e persone disabili o non autosufficienti con cui si convive. I negozi sono aperti, ma restano chiusi i centri commerciali, come succede normalmente durante i weekend nei territori che si trovano in questa fascia.

Zona rossa

Le regioni che domani saranno ancora in zona rossa sono Puglia, Sardegna e Valle D’Aosta. Qui ci si può spostare esclusivamente per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità, dichiarati nell’autocertificazione. È sempre possibile il rientro alla propria residenza, domicilio e abitazione. Vietate invece le visite agli amici e parenti autosufficienti, e, in generale, tutti gli spostamenti verso abitazioni private diverse dalla propria, non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. I negozi sono chiusi, così come i bar e i ristoranti ai quali resta tuttavia consentito il servizio di asporto e consegna a domicilio.