Ogni scuola avrà un esperto sulle misure anti contagio, che dovrà essere nominato dal preside prima dell'inizio dell'anno scolastico. Il "referente anti Covid", che può essere anche il dirigente scolastico stesso, ha il compito di gestire tutti i casi sospetti e di tenere i contatti con l'Asl e coi genitori e deve comunicare alle autorità sanitarie eventuali assenze di massa nella stessa classe che potrebbero essere l'inizio di un focolaio.

È una delle novità illustrate dal documento "Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nella scuola e nei servizi dell'infanzia", il vademecum di 25 pagine in distribuzione ai dirigenti scolastici messo a punto da Iss, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna. Secondo il documento i test diagnostici rapidi, quelli che permettono di avere una risposta in circa mezz'ora, non sono al momento strumenti validi per il controllo della trasmissione del virus. Ancora nessuna decisione, intanto, è stata presa sull'utilizzo delle mascherine in classe: la riunione è slittata al prossimo 1 settembre.

Cosa succede se c'è uno studente contagiato

In caso di sospetta infezione la persona viene dotata di mascherina chirurgica e accompagnata in un locale apposito per la gestione di casi del genere, che la scuola dovrà identificare prima della ripresa delle lezioni. Ad occuparsi della persona che mostra sintomi riconducibili a Covid-19 è il referente Covid; se si tratta di uno studente vengono chiamati i genitori, che dovranno rivolgersi al pediatra o al medico di base per il triage telefonico ed eventualmente per effettuare il tampone. Se il test risulta positivo, l'Asl avvia l'indagine epidemiologica per ricostruire i contatti.

Cosa succede se viene contagiato un insegnante

Se a mostrare sintomi è un insegnante, o un altro dipendente della scuola, la procedura prevista è simile. La persona viene isolata nel locale apposito e deve contattare il proprio medico di base per il triage telefonico ed eventualmente per il tampone; in questo caso dovrà recarsi nel centro indicato dalla Asl.

Cosa succede se risulta positivo un alunno o un prof assente

In caso risulti positivo un insegnante, un altro dipendente della scuola o un alunno che però non è a scuola nel giorno in cui mostra i sintomi e viene effettuato il tampone, l'Asl deve contattare il dirigente scolastico per avviare ugualmente l'indagine epidemiologica e l'isolamento delle persone con cui è entrato in contatto il positivo.

Per chi è prevista la quarantena?

Dopo l'analisi del tampone, una volta accertato il contagio, il referente Covid fornisce all'Asl l'elenco dei contatti stretti (quelli che nelle ultime 48 ore sono state insieme alla persona infettata) e dei loro genitori. L'Asl potrà prescrivere la quarantena anche a tutti gli studenti della stessa classe e a tutti gli operatori scolastici esposti. L'isolamento dura 14 giorni, tempo stimato per l'incubazione della malattia, durante i quali "sarà possibile attivare la didattica a distanza". Nel caso ad essere contagiato sia un professore, la quarantena viene disposta per tutte le classi in cui ha insegnato nelle precedenti 48 ore.

Cosa succede se viene infettato un genitore

Se ad positivo al tampone è un genitore di un alunno o un suo contatto stretto, come per esempio un componente dello stesso nucleo familiare, è soltanto lo studente a dover restare a casa e in quarantena; lo stesso vale anche per i docenti e il personale non docente impiegato nella scuola.

Cosa succede dopo la scoperta di un caso positivo

Dopo la scoperta di un nuovo contagio viene effettuata la sanificazione straordinaria in tutti i locali in cui la persona è stata nei 7 giorni precedenti. La persona positiva potrà tornare a scuola solo dopo la conferma dell'avvenuta guarigione, ovvero i due tamponi risultati negativi ed effettuati a distanza di 24 ore. Se una persona presenta invece i sintomi ma risulta negativa al tampone il medico o il pediatra può disporre che venga sottoposta a un nuovo tampone dopo 2-3 giorni e che nel frattempo resti comunque in casa.

Cosa succede in caso di focolaio

Le scuole sono tenute ad avviare già all'inizio dell'anno scolastico "un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico" e a "comunicare se si verificare un numero elevato di assenze improvvise", ovvero circa il 40% della classe. Questo passaggio è fondamentale per l'individuazioni di eventuali nuovi focolai nel minor tempo possibile. In caso di focolaio conclamato sarà l'Asl a decidere sulla chiusura della scuola, parziale o totale.