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Presunte irregolarità concorsi

Concorso in Magistratura, Roma indaga sulle presunte irregolarità: “Ma c’è un possibile conflitto di interessi”

La Procura di Roma sta indagando sulle presunte irregolarità nel concorso in magistratura del giugno scorso. Lo apprende Fanpage.it da fonti informate. L’indagine porta con sé però un possibile conflitto di interessi, poiché almeno 9 membri della commissione arrivano dall’ambiente giudiziario romano. L’avvocato Leone: “Il conflitto potrebbe esserci, ma al momento non esistono elementi che impongano un passaggio delle carte a un’altra Procura”
immagine di repertorio
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Presunte irregolarità concorsi

Resta nella bufera il recente concorso in magistratura tenutosi a Roma dal 22 al 26 giugno, data dell’ultima prova scritta sostenuta da oltre 7mila candidati per 450 posti disponibili. I tre scritti di diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo sono stati da subito al centro delle polemiche per via di presunte irregolarità durante le prove: alcuni candidati hanno infatti raccontato di aver visto sulla cattedra della Commissione alcuni indizi relativi alle tracce del giorno successivo. Il fatto è ora oggetto di indagine, come apprende Fanpage.it da fonti informate: dopo l’esposto presentato alla Procura di Roma, la stessa ha aperto un fascicolo iscritto al modello 45.

Il modello 45 riguarda denunce e o segnalazioni che a una prima valutazione del Pubblico Ministero non configurano un’ipotesi di reato perseguibile. Non ci sono dunque indagati iscritti al registro e potrebbe essere archiviato senza neppure arrivare al Gip. Eppure le segnalazioni relative a presunti compiti già svolti e trovati in uno dei bagni dei padiglioni aperti ai candidati per il concorso, indizi sulle tracce e discussioni in chat WhatsApp sulle prove di Diritto Penale e Amministrativo sono state tantissime in queste settimane, tanto da sollevare più di un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

L’avvocato Francesco Leone, che sta seguendo decine di partecipanti alla selezione che hanno deciso di fare ricorso, aveva fatto sapere proprio a Fanpage di essere pronto, insieme agli altri legali incaricati, a presentare diffida per un nuovo svolgimento delle prove scritte. Perfino il presidente della Commissione esaminatrice, Franco Cassano, ha ammesso l’esistenza di indizi sulle tracce di Diritto Penale e Amministrativo, definendo peró quegli appunti delle “sviste” che non avrebbero potuto peró pregiudicare gli esami.

Al netto delle segnalazioni di coloro che hanno partecipato al concorso e alle ammissioni a mezzo stampa di Cassano, l’indagine della Procura di Roma sembra comunque destinata all’archiviazione.

Esiste peró anche un altro nodo da sciogliere in relazione all’inchiesta sul Concorso in Magistratura. Il fascicolo nelle mani della Procura di Roma potrebbe infatti entrare in conflitto di interessi con la commissione d’esame stessa. Come ha potuto verificare Fanpage.it, almeno 9 membri della commissione su 40 tra i 28 titolari e i 12 supplenti chiamati a vigilare sul concorso e a correggere le prove arrivano dall’ambiente giudiziario romano, tra Procura e Tribunale.

" Il modello 45 per un'indagine si applica quando non c'è certezza che ci sia un reato – spiega Leone a Fanpage.it – non è detto però che da qui non possa svilupparsi un'indagine approfondita. Un modello 45 vuol dire sostanzialmente che la notizia portata all'attenzione della Procura è generica e non integra reato. Potrebbe esserci un tema più legato al diritto amministrativo che al diritto penale, almeno secondo chi indaga".

Secondo l'avvocato, al momento esiste un conflitto di interessi, dovuto alla presenza di una fetta della commissione che arriva da ambienti giudiziari romani, "potenziale" ma non effettivo. "Se il procuratore capo di Roma o il sostituto al quale è affidato il fascicolo dovesse ritenere che ci sono spunti di indagine che possono riguardare i membri della commissione, avrà l'obbligo di fermare tutto e inviare le carte a chi è competente per le indagini sui magistrati romani, ossia Perugia. Al momento la posizione di conflitto è potenziale, soprattutto perché non ci sono indagati. In questo momento non c'è un obbligo della Procura di trasferire l'indagine o le carte. Se indagassero la commissione d'esame, il procedimento dovrebbe necessariamente passare a Perugia".

"Il capo della Procura di Roma – ha sottolineato ancora Leone – è molto scrupoloso e attento. Se dovesse esserci un conflitto di interessi, affiderà sicuramente le indagini a qualcun altro".

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