video suggerito
video suggerito
Presunte irregolarità concorsi

Concorso Magistratura 2026, il presidente di Commissione ammette gli errori. L’avvocato Leone: “Sarà annullato”

L’avvocato Francesco Leone, esperto amministrativista dello Studio Legale Leone-Fell & C, è stato contattato da numerosi partecipanti all’ultimo concorso in magistratura, durante il quale si sarebbero registrate diverse irregolarità. Il legale ha spiegato a Fanpage.it che con tutte le probabilità si andrà verso l’annullamento.
Intervista a Francesco Leone
Avvocato dello Studio Legale Leone-Fell & C
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Presunte irregolarità concorsi

Dopo Italia Viva, che ha depositato un'interrogazione parlamentare con il senatore Ivan Scalfarotto, anche il Pd ha deciso di interrogare il ministro della Giustizia Carlo Nordio su quanto accaduto durante gli scritti del Concorso in Magistratura, che si sono tenuti il 24, 45 e 26 giugno. Numerosi candidati, come è ormai noto, hanno parlato di indiscrezioni legate alle tracce oggetto di due delle tre prove scritte che circolavano nelle chat WhatsApp dei partecipanti al bando già la sera prima dell'esame. Gli iscritti alla selezione per oltre 400 magistrati ordinari hanno inoltre raccontato di un compito già svolto trovato in uno dei bagni, controlli blandi all'ingresso e perfino di una candidata che avrebbe avuto la traccia di Diritto Penale già scritta sul foglio protocollo.

Il presidente della Commissione d'esame, Franco Cassano, ha confermato in un'intervista al quotidiano Domani l'esistenza degli appunti intravisti da alcuni candidati sulla cattedra, asserendo però che fosse impossibile dedurre dai quei soli elementi la traccia d'esame. Cassano ha parlato di una svista e ha sottolineato che la prova di Amministrativo non riguardava il tema dell'accesso Civico, al centro della sentenza del Consiglio di Stato vista effettivamente dai candidati sui banchi della commissione. Per quanto riguarda invece la prova di Diritto Penale, gli appunti letti dai candidati riguardavano la bancarotta (poi effettivamente estratta) e devastazione e saccheggio (mai sorteggiate).

Il Presidente di Commissione ha inoltre attribuito quegli appunti a uno dei membri, il professor Luigi Foffani, ridimensionando però la vicenda e definendoli "una bozza". Contattato da Fanpage.it, il professor Foffani non ha voluto rilasciare commenti.

Intanto l'avvocato Francesco Leone, dello Studio Legale Leone-Fell& C, è stato contattato da circa 200 partecipanti al concorso per valutare di intraprendere azioni legali. A Fanpage.it il legale ha sottolineato che il rischio, molto più che concreto, è che il concorso venga annullato. 

"Bisognerà capire cosa dirà il Ministro Nordio, quale sarà la risposta alle diverse interrogazioni parlamentari presentate – ha ricordato a Fanpage.it -. Potrebbe decidere di annullare tutto in autotutela e far ripetere le prove, questo risparmierebbe mesi e mesi di attesa ai candidati del concorso, oltre che lo spreco di denaro e l'ingaggio di legali da parte degli iscritti alla selezione per dare seguito ai ricorsi. Il nostro studio ha ricevuto oltre 200 messaggi da parte di candidati che vorrebbero procedere per vie legali. Domani faremo un webinar alle 17.00 sul tema e abbiamo centinaia di iscritti".

"La questione si sviluppa su due piani differenti – ha continuato il legale -. Un primo piano è organizzativo, il secondo è prettamente giuridico. I concorsi sono una cosa seria e una svista simile, a quanto pare ammessa a mezzo stampa, non è accettabile. I concorsi in Italia vengono gestiti in maniera raffazzonata e dilettantistica, il risultato è che poi i candidati possano vedere gli appunti delle tracce d'esame che, tra le altre cose, dovrebbero essere elaborate la mattina stessa della prova. A questo punto, l'epilogo sarà un annullamento del concorso che dovrà essere rifatto con un dispendio economico enorme sia per lo Stato che per i candidati. Sul piano giuridico la questione è altrettanto grave, soprattutto perché il bando e la legge prevedono che le tracce siano elaborate la mattina stessa delle prove proprio per evitare che qualcuno possa conoscere in anticipo i temi dell'esame. Quelle indiscrezioni non dovevano arrivare in aula, ma in primo luogo non avrebbero dovuto esistere proprio perché le tracce vanno scritte il giorno stesso".

Secondo quanto ricostruisce l'avvocato Leone, quindi, il concorso va con tutte le probabilità verso l'annullamento: se non sarà il Ministero della Giustizia a disporlo, avverrà tramite i ricorsi dei candidati che hanno partecipato. "Gli argomenti usciti realmente in una traccia sono stati oggetto di condivisione delle chat Whatsapp. In generale non possiamo sapere questa fuga di notizie quante persone abbia coinvolto. Il dato incontrovertibile dato dagli screenshot mette una pietra tombale sul concorso. Se il Ministero della Giustizia non dovesse revocare la selezione per autotutela, verranno corretti gli elaborati e sarà stilata una graduatoria di vincitori che comunque sarà oggetto di un ricorso che non potrà non essere accolto davanti a prove inoppugnabili".

Secondo il legale esiste inoltre un problema di verbalizzazione. "Chiederemo l'accesso agli atti, una copia dei verbali della commissione per capire come sono state predisposte le tracce. Vogliamo sapere anche quando è accaduto tutto questo, visto che la legge impone che vengano formulate la mattina stessa. C'è una catena di vizi e illegittimità che farà crollare il concorso. La par condicio tra i candidati è caduta, perché non si sa quante persone abbiano avuto accesso alle indiscrezioni prima delle prove d'esame".

Le procedure, come spiega l'avvocato, sono vincolanti, previste dal bando di concorso e dalla legge. Sull'ipotesi di uno scritto già svolto trovato nei bagni dei padiglioni della Fiera di Roma, l'avvocato sottolinea che è importante che i candidati denuncino subito quanto visto. "Ciò che non viene verbalizzato per la legge non esiste, è inutile dirlo. Chi vede certe cose deve avere poi il coraggio di denunciarle e farle mettere per iscritto".

Alla fine dell'ultimo giorno di esame sul Diritto Amministrativo, la commissione ha fatto sapere al microfono di aver raccolto le segnalazioni dei candidati e di averle verbalizzate per trasmetterle in Procura. "Lo appureremo con l'acquisizione dei verbali – ha sottolineato Leone a Fanpage.it -. La Procura è chiamata a indagare, ma al momento non sembra che ci sia molto da dire. Bisogna appurare un eventuale intento doloso e fraudolento, ma per ora ci si trova davanti a un'ammissione a mezzo stampa. Sul piano giuridico sembra tutto molto chiaro, ma c'è da sperare che il Ministero faccia ripetere le prove. Nordio dovrebbe assumersi la responsabilità di una cosa del genere, chiaramente".

In caso contrario, i candidati dovranno comunque procedere per vie legali e fare ricorso per arrivare a un annullamento. "Bisogna rivolgersi al TAR del Lazio che valuterà la questione, ma i dati che abbiamo sono quelli che spiegavo poco prima. Per fare ricorso bisognerebbe aspettare la pubblicazione delle graduatorie con i risultati degli scritti e questo vorrebbe dire mesi di attesa e spreco di denaro. È un cane che si morde la coda".

"Come legali – ha continuato Leone – faremo comunque istanza di accesso agli atti e chiederemo le copie dei verbali. Probabilmente poi procederemo con una diffida per far ripetere le prove. Se ci sarà la pubblicazione della graduatoria, faremo ricorso al TAR". Per l'avvocato in questo momento la palla è in mano alla politica e al Ministero della Giustizia.

Le stesse scuole di preparazione hanno sollevato la questione, prendendo posizione su quanto avvenuto durante il concorso. "Per molte è una questione di reputazione perché passa il messaggio che imbrogliare possa garantire il successo al concorso e che quindi studiare sia quasi inutile. Non fare luce su quanto successo e non procedere con l'annullamento può avere anche questo risultato".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views