L'estate si avvicina ed esperti, scienziati e politici si interrogano su come saranno i prossimi mesi, se si potrà tirare un sospiro di sollievo dall'emergenza Coronavirus grazie all'accelerazione della campagna di vaccinazione, o se dovremo ancora fare i conti con una circolazione sostenuta del virus e di conseguenza con le misure di contenimento che ormai tutti conosciamo. Mentre il governo è al lavoro per salvare turismo e vacanze, sono in particolare i membri del Comitato tecnico scientifico a riassicurare sulla bella stagione, sottolineando però che sono molte le variabili in gioco, a partire dalla curva dei contagi e dalla percentuale di cittadini che verrà man mano immunizzata.

L'ultimo, in ordine temporale, ad intervenire sulla questione è stato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma e infettivologo del Cts, che nel corso di una intervista al Corriere della Sera ha sottolineato che l'estate potrà essere sicura "ma innanzitutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia e, in parte, anche dalla possibilità di possedere un’attestazione vaccinale". Ippolito ha ricordato che "si sta cercando di garantire la mobilità all’interno dell’Italia e tra Paesi. Il 29 aprile il Parlamento europeo ha votato il certificato Eu Covid-19. Non tutti i dettagli sono stati messi a punto, c’è bisogno del confronto tra i governi. Probabilmente servirà che una persona sia stata vaccinata o che sia guarita dall’infezione o che abbia eseguito un test con esito negativo. È un approccio simile a quello adottato dall’Italia nel decreto riaperture. Il certificato non sarà un prerequisito per viaggiare, ma ha lo scopo di limitare i disagi derivanti dalla necessità di quarantena, isolamento o altri test all’arrivo". Sulla diffusione della variante indiana del Covid, su cui sono puntati i riflettori del mondo intero dopo l'impennata di contagi nel Paese asiatico, ha detto: "Sono più preoccupato per le migliaia di irresponsabili — e voglio usare un termine educato — che domenica si sono accalcati in piazza Duomo a Milano, mettendo a rischio la salute propria e dei propri familiari. Speriamo di non pagarne le conseguenze tra una quindicina di giorni".

Prima di lui anche Fabio Ciciliano, membro del Cts e dirigente medico della Polizia di Stato, aveva dichiarato che la prossima sarà un'estate tranquilla, ma "le precauzioni dovranno continuare. Parlo di mascherine, distanze e igiene. L’esempio di Israele, dove all’aperto stanno rinunciando alle mascherine, non possiamo ancora seguirlo perché noi raggiungeremo l’immunità di gregge solo in autunno. E comunque è probabile, per prudenza, che le mascherine possano essere necessarie per tutto il 2021″. Più cauto, seppur ottimista, è Fabrizio Pregliasco, che in una intervista a Fanpage.it aveva sottolineato come sia ancora presto per dire come saranno i prossimi mesi. "Ci sono tre fattori da tenere in conto, di cui due che giocano a nostro favore nella riduzione dell’incidenza: la velocità con cui sta finalmente procedendo la vaccinazione, e la meteorologia estiva che sappiamo di per sé diminuire le condizioni che facilitano la diffusione virale. Rimane la scommessa delle riaperture, davanti a una prospettiva di un possibile rialzo nel numero di  casi che potrebbe creare un po’ di scompiglio. C’è una possibilità di massima, con qualche dubbio su quello che potrà succedere nei mesi di maggio e giugno. E poi c'è l'incognita varianti".

Chi non ha mai nascosto preoccupazione per quello che accadrà nei prossimi mesi è Andrea Crisanti, professore di microbiologia all'Università di Padova: "Non bisogna fare paragoni con l'estate 2020. Sarà una stagione completamente diversa, con maggiore trasmissione dei contagi. Ma c'è un'altra partita doppia e essenziale da giocare, quella di vaccinare più persone possibili e tentare di bloccare l'ingresso dall'estero in Italia di nuove varianti resistenti al vaccino. Con l'arrivo della bella stagione – ha detto nel corso di una intervista al Corriere del Mezzogiorno – non si può prevedere un abbassamento dei contagi. Basta vedere quello il caso Brasile, dove non c'è stato alcun beneficio legato alle alte temperature. L'unico elemento positivo che si può individuare viene dal beneficio di stare più all'aperto". E sulla possibilità di stare senza mascherina all'aperto è intervenuta anche l'immunologa Antonella Viola, secondo la quale tuttavia "per non indossare la mascherina nei locali chiusi serve un 60-70% di persone vaccinate".