Annamaria Franzoni è stata ammessa alla detenzione domiciliare. La decisione è del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che accolto la richiesta della difesa. La donna era dal 2008 in carcere a Bologna dove stava scontando la condanna per l’omicidio del figlioletto Samuele avvenuto nel 2002 a Cogne. Il provvedimento è stato preso a seguito delle valutazioni della perizia psichiatrica elaborata dal professor Augusto Balloni, perito dei giudici e arriva alla conclusione che dopo 12 anni dal tragico evento, per Anna Maria Franzoni non c’è più il rischio di recidiva. "Sono partito dalla sentenza della corte d’assise d’appello di Torino: per me è impossibile che le condizioni di quel momento (la morte del piccolo Samuele, ndr) si ripetano – spiega il professor Balloni, che ha basato la sua indagine su una dozzina di incontri con la Franzoni avvenuti in carcere – nel 2002 c’erano elementi che non esistono più, sia per le caratteristiche della vittima che per quelle dell’autrice del gesto. Lei è cambiata, non ha più un bambino di 3 anni. Il fatto che è avvenuto si è concluso e non ci sono elementi per cui possa ripetersi, quanto meno io mi sento di escluderlo", continua il perito.

La Franzoni trascorrerà a casa con la famiglia il resto della pena (6 anni)

Anna Maria Franzoni – che tra indulto e benefici, deve ancora scontare circa 6 anni – aveva chiesto di trascorrere il resto della pena nella sua casa a Ripoli di San Benedetto Val di Sambro, dove vivono il marito Stefano e i figli di 19 e 11 anni. Dall'ottobre scorso, è stata ammessa anche al lavoro esterno presso una cooperativa religiosa. Va comunque detto che la donna per almeno un giorno alla settimana dovrà proseguire la psicoterapia con lo stesso specialista che l'ha seguita in carcere; sono previste visite settimanali dell'assistente sociale e potrà uscire di casa per un massimo di 4 ore al giorno per necessità legate alla famiglia.