27 Settembre 2021
08:48

Clima, i bambini nati nel 2020 sette volte più esposti a ondate di calore estremo rispetto ai nonni

A causa del cambiamento climatico provocato dalle attività umane i bambini nati nel 2020 saranno esposti ad ondate di calore eccessivo in media sette volte di più rispetto ai loro nonni, con punte di 18 volte in più se si considera ad esempio il solo Afghanistan. Molto più alto anche il pericolo siccità e quello di inondazioni.
A cura di Davide Falcioni

A causa del cambiamento climatico provocato dalle attività umane i bambini nati nel 2020 saranno esposti ad ondate di calore eccessivo in media sette volte di più rispetto ai loro nonni, con punte di 18 volte in più se si considera ad esempio il solo Afghanistan. I neonati di oggi saranno anche colpiti 2,6 volte in più dalla siccità, 2,8 volte in più dalle inondazioni dei fiumi, quasi 3 volte in più dalla perdita dei raccolti agricoli, con punte di 10 volte in più come in Mali, e dal doppio degli incendi devastanti.

A lanciare l'allarme l'Ong Save the Children, organizzazione che da oltre un secolo lotta per salvare i bambini, alla vigilia del meeting internazionale Pre-Cop26 ospitato dall'Italia a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre in preparazione del summit Onu sulla crisi climatica Cop26 che si terrà in Scozia il prossimo novembre. I dati diffusi oggi dall'Organizzazione con il report ‘Nati in crisi climatica: Perché dobbiamo agire subito per proteggere i diritti dei bambini', realizzato in collaborazione con un team internazionale di ricercatori sul clima guidati dalla Vrije Universiteit Brussel (Vub), e rilanciato anche dalla prestigiosa rivista Science, evidenziano l'aumento netto dell'esposizione a una serie di eventi estremi legati al clima dei bimbi nati nel 2020 rispetto a quelli nati nel 1960.

Come spiega l'analisi, anche se l'86% delle emissioni globali di CO2 è responsabilità dei paesi più ricchi, i bambini che vivono in quelli a basso e medio reddito e nelle comunità più svantaggiate saranno colpiti prima e in modo più pesante, perché sono già i più esposti alle malattie trasmesse dall'acqua, alla fame e alla malnutrizione, e vivono in alcuni casi in abitazioni precarie o più fragili e vulnerabili in caso di inondazioni, cicloni e altri eventi climatici estremi. Per i bambini più vulnerabili gli impatti del cambiamento climatico possono interrompere l'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione, come nel caso delle bambine penalizzate dalle disuguaglianze di genere, delle popolazioni sfollate o rifugiate, dei bambini disabili e delle popolazioni indigene.

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