Ciclismo: automobilista tenta di investire e picchia selvaggiamente, il corridore Di Sante

A cura di Alberto Pucci
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Tanto spavento e, per fortuna, nessuna grave conseguenza per il ciclista di Teramo, pronto a debuttare tra i professionisti con la Continental Gm Cycling Team. L’aggressore, che potrà essere rintracciato tramite il numero della targa, lo ha colpito con una testata ed un pugno.

Quella tra ciclisti ed automobilisti è una "guerra" silente che a volte, purtroppo, sfocia in poco edificanti discussioni o in incidenti spesso rischiosi per la salute degli stessi atleti. Ciò che è successo nelle ultime ore, al neo professionista Antonio Di Sante, è però qualcosa che è andato ben oltre al canonico insulto che molti ciclisti si prendono durante i loro allenamenti su strada. Il corridore di Teramo, proveniente dalla Aran Cucine e prossimo a correre tra i professionisti, ha passato un brutto quarto d'ora durante l'allenamento a Tortoreto Lido. Il ciclista della GM Cycling Team, che si stava allenando con la vincitrice del Giro d'Italia Internazionale Femminile, Emma Marcelli, è stato prima preso di mira da un'auto di grossa cilindrata e poi aggredito dallo stesso automobilista, sceso dalla vettura per colpire in maniera premeditata il ventunenne abruzzese: "Siamo entrati in una rotonda e una macchina ci ha puntati – ha spiegato Di Sante – Sono riuscito ad evitarlo solo perché l’ho visto con la coda dell’occhio. Ci siamo fermati impauriti, ma l'uomo è sceso dalla macchina e mi ha dato prima una testata e poi un pugno. Ho perso davvero molto sangue, ma per fortuna sono già a casa e potrò continuare ad allenarmi senza troppi problemi, visto che ho riportato solo un piccolo trauma al naso: Mi sono spaventato perché ho anche vomitato sangue, ma per fortuna non ho riportato gravi conseguenze".

La solidarietà del suo team – Dopo l'aggressione, l'uomo è fuggito via. Una fuga che, però, è destinata a durare poco: "Nella concitazione, sono anche riuscito a prendere il numero di targa dell’auto", ha spiegato Antonio Di Sante ai giornalisti. Un episodio che, ovviamente, ha sconvolto il mondo del ciclismo e riproposto l'annoso problema della sicurezza dei corridori, durante i loro allenamenti su strada. "Siamo sotto shock per quello che è successo ad Antonio – ha dichiarato Gabriele Marchesani, presidente del Continental Gm Cycling Team – Il nostro augurio è che cose del genere non accadano più. Qui parliamo della sicurezza di tutti coloro che amano andare in bicicletta. Da parte nostra mandiamo un abbraccio caloroso ad Antonio e ad Emma, sperando di non dover leggere o commentare più notizie del genere".

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