Cento professionisti, tre cuori, e tre trapianti nel giro di ventiquattro ore. Sono questi i “protagonisti” dell’impresa registrata al Sant’Orsola di Bologna, dove appunto sono stati realizzati tre trapianti di cuore in poche ore. Un'équipe composta da cento persone tra medici, anestesisti, infermieri, tecnici, e guidata dal direttore della Cardiochirugia, il professor Davide Pacini, ha lavorato in due sale operatorie, svolgendo due dei tre trapianti di cuore contemporaneamente. Sul sito dell’ospedale c’è la foto di alcuni dei professionisti impegnati nei trapianti e a parlare degli interventi, tramite il racconto del professor Pacini, è il quotidiano Il Resto del Carlino. Un’impresa "più unica che rara", per dirla con le parole del primario di Cardiochirurgia al Sant’Orsola: se infatti effettuare due trapianti in rapida successione era già capitato, lo stesso non si può dire per due interventi contemporanei.

I trapianti sono stati effettuati nella notte tra venerdì e sabato ma il lavoro è iniziato già prima. “Mercoledì notte siamo dovuti intervenire con urgenza su una dissezione aortica acuta – ha raccontato il professor Pacini –, poi giovedì notte ci è arrivato il cuore per un paziente in lista, un trentasettenne, e abbiamo proceduto al trapianto. Nemmeno 24 ore dopo, nella notte tra venerdì e sabato, sono arrivati altri due cuori, grazie al maxi lavoro del Centro regionale trapianti, che non si è fermato con l’emergenza Covid. Bisognava agire subito, date le delicate condizioni dei due trapiantati in lista. Così abbiamo deciso: procediamo in contemporanea". Infine sabato, quando i medici erano appena usciti dalle sale operatorie, è arrivata una donna con una rottura dell’aorta ascendente e così tutti sono tornati al lavoro. I due trapianti sono durati una decina di ore, l’intervento successivo altre circa circa.

Dopo gli interventi il personale medico ha continuato a garantire le attività di routine programmate: un’attività non stop durata poco meno di 72 ore. "Siamo riusciti a organizzare tutto anche grazie al personale non reperibile, che ha scelto di tornare in servizio per dare man forte ai colleghi, data la straordinarietà della situazione. Siamo usciti dalle sale operatorie dei due trapianti attorno alle 13 di sabato: poco dopo è arrivata una signora da fuori regione, in auto, con una rottura dell’aorta ascendente. È stato un miracolo sia riuscita ad arrivare fin qui senza problemi, senza ambulanza. Non abbiamo aspettato un secondo di più: la sala operatoria è stata riaperta in un attimo e abbiamo ricominciato a lavorare", ha raccontato il primario.