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Bimba di 2 anni morta a Bordighera, il criminologo Puppo: “Nessuna traccia visibile di sangue sui suoi vestiti”

A Fanpage.it parla il criminologo nominato dall’avvocato che difende degli indagati del caso della bimba morta a Bordighera: “Sono stati analizzati i vestiti che aveva addosso la piccola quando i sanitari del 118 l’hanno trovata morta”.
A cura di Giorgia Venturini
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Sono iniziati gli accertamenti del Ris sui reperti messi sotto sequestro nelle indagini sul caso di Bordighera. La mattina del 9 febbraio una bambina di 2 anni è stata trovata morta nella sua culla nella casa del paese ligure dove abitava con la madre e con le sue sorelline. La donna è in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Dallo stesso reato si sta difendendo anche Emanuele I., un amico della madre della piccola, che al momento si trova a piede libero: la donna con i suoi tre figli le due notti prima del decesso della piccola si trovava nella casa dell'uomo. Da qui il sospetto che la piccola sia morta nella casa di lui a Perinaldo e quella mattina sia stata portata nella casa di Bordighera dalla madre già morta. Proseguono tutte le indagini dei carabinieri.

Ieri 25 febbraio sono iniziati gli accertamenti sui reperti sequestrati dai carabinieri del Ris nelle proprietà dei due indagati tra Perinaldo e Bordighera. Ma cosa è stato analizzato? "Dalla casa di Emanuele I. sono stati prelevati alcuni suoi indumenti e sono stati fatti alcuni tamponi", spiega a Fanpage.it il criminologo Marco Puppo nominato dall'avvocato Christian Urbini, il difensore dell'indagato. E poi ha aggiunto: "Ieri però sono stati analizzati i vestiti che aveva addosso la piccola quando i sanitari del 118 l'hanno trovata morta: non c'erano segni visibili di sangue sulla maglietta ma sono stati fatti i tamponi e anche in questo caso si procederà con la loro analisi. Saranno i tamponi a dire se ci sono tracce di sangue non visibili a occhio nudo. Data la delicatezza del caso, si procede con la massima accuratezza sulle analisi". Infine aggiunge: "L'indagato si dichiara estraneo ai fatti. Nei prossimi giorni continueremo con le analisi sui reperti insieme al Ris". Si procederà anche sulle analisi sui vestiti dei due indagati: anche alla mamma della piccola sono stati prelevati i vestiti che aveva in casa la mattina del 9 febbraio.

Intanto a Genova si è tenuta l'udienza per l'affidamento delle due sorelline, 9 e 8 anni. Il legale della famiglia paterna ha chiesto che le bambine vengano affidate alla zia: il padre della piccola si trovava in carcere (e lo è ancora) al momento della tragedia. Il giudice ha deciso che le due sorelline resteranno al momento nella struttura protetta che già le ospita.

Nei prossimi giorni si attenderà anche la relazione del medico legale che ha eseguito l'autopsia sul corpo della bimba: sarebbe emerso che la piccola aveva diverse lesioni su dorso, addome, gambe e persino sul labbro superiore. Oltre a un trauma cranico. Nella relazione verrà dichiarata la causa del decesso. La madre si dichiara innocente e spiega che i lividi sono presenti perché la bimba "era vivace": anche davanti al giudice la donna ha confermato la sua versione, ovvero che la piccola era caduta dalle scale quattro giorni prima ma non aveva capito che fosse grave. Si attendono i risultati di tutti gli accertamenti.

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