Chi l'ha detto che da anziani di smette di avere progetti? Benito Rimini, 93 anni, ha conseguito poche settimane fa la terza laurea della sua vita, quella triennale in Filosofia e Comunicazione all'Università di Piemonte Orientale, con 110 e lode. Nel 1954 si era già laureato la prima volta in Scienze economiche e commerciali all'Università degli Studi di Perugia e nel 1990 aveva bissato con quella in Sociologia presso l'Università degli Studi di Urbino.

Il 93enne di Biella ha discusso una tesi dal titolo "Il tema dell'angoscia e del vivere per la morte in Heidegger" presso la cripta della basilica di Sant'Andrea, una delle sedi del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Upo. L'uomo era accompagnato dal figlio Luigi e dalla nipote Lavinia. "Amo non solo la filosofia, ma in generale il sapere", ha detto Rimini dopo la discussione della tesi. "L'interesse per il sapere e per la conoscenza mi incute non solo le energie, ma anche la forza e la determinazione per studiare e andare avanti".

In un'intervista rilasciata un anno fa a Repubblica aveva raccontato: “Ho sempre amato la filosofia e così tre anni fa mi sono lanciato in questa avventura. Studio dalle sei alle nove ore al giorno, non senza fatica. Soffro infatti di ipotensione e ho una forma di maculopatia, per cui uso uno speciale computer per ingrandire i testi d’esame. Per fortuna una studentessa mi fa da vice-tutor, aiutandomi nel reperire dispense e appunti dei vari seminari". “Non riesco a frequentare i corsi, ma incontro sempre i professori prima di sostenere un esame – aveva aggiunto – I docenti sono tutti persone splendide. Non ho mai chiesto sconti né penso di averli mai avuti. Studio perché amo le sfide. Da autodidatta ho letto tutto dei più grandi filosofi di ogni epoca. Non voglio passare il tempo che mi resta da vivere seguendo dibattiti televisivi o cronache sportive".

Molto noto a Biella, dopo aver lavorato da commercialista e insegnante di Economia aziendale nelle scuole superiori della zona, Benito Rimini ha preso la terza laurea dopo la morte della moglie. "La ricordo sempre bellissima, come quando era ragazza. È stata una perdita enorme, che mi ha lascito un vuoto indescrivibile. Avrei preferito continuare l’avventura di viverle accanto".