A distanza di due anni dalla morte della piccola Beatrice di soli 5 mesi, la lotta di Mamma Benedetta e Papà Marco non si ferma. "Commemoriamo la morte di Beatrice che è avvenuta 2 anni fa il 30 agosto – hanno detti i genitori a fanpage.it –  siamo qui pieni di dolore, urlando dopo 2 anni giustizia che ancora non è arrivata, adesso basta, siamo all'incidente probatorio – concludono – pretendiamo giustizia, quella onesta e senza sconti".

Marco e Benedetta sono i genitori di Beatrice, una bimba sorridente e con la voglia di vivere – la ricordano così i genitori – ma da quel maledetto 30 agosto del 2018, il suo cuoricino ha cessato di battere in una sala operatoria dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. Secondo i genitori della piccola, a causarne la morte sarebbe stato un grave errore medico.

Il calvario dei genitori

Il loro calvario comincia il 3 luglio 2018. Beatrice, che aveva solo 5 mesi, viene operata nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale di Taormina per correggere una malformazione al cuore che la bambina aveva sin dalla nascita. Si tratta, nello specifico, di un Div, un difetto interventricolare, già diagnosticato in utero, come ha raccontato mamma Benedetta a Fanpage.it, il che non le permette di crescere al passo degli altri neonati. "Prima dell'intervento – ha raccontato Benedetta – il cardiologo di Taormina nota qualcosa di strano e richiede un'angioTAC, che viene effettivamente effettuata il giorno prima dell'operazione. Quest'ultima, a detta dei sanitari, doveva essere semplicissima, ma invece che quattro ore è durata 12. Quando è terminata, ci hanno detto che a Beatrice mancava l'arteria polmonare sinistra e soprattutto che quella TAC era risultata illeggibile.

"L'intervento non era necessario, tempi lunghissimi"

Ad operare la piccola Beatrice, due anni fa, il cardiochirurgo Felice Calvaruso, genero del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, coadiuvato dal cardiologo Placido Gitto. "Beatrice non doveva probabilmente neanche essere operata – ha detto Benedetta – ma a lui (rif. medico) alla cieca decide della vita di mia figlia, entra in sala tenendola in tempi eccessivi, 12 ore di intervento e tenere una bambina in circolazione extra corporea 12 ore è un tempo mai esistito, mai nella storia di un intervento al cuore.

La Procura di Roma – racconta Benedetta – in seguito ai risultati dell'autopsia, ha riconosciuto responsabilità gravissime al chirurgo, Felice Calvaruso che è anche il genero del sindaco di Palermo Leoluca Orlando: "In tutto questo la Procura di Messina – sostiene la mamma di Betty – tramite il pm Annalisa Arena, due anni fa, ha fatto eseguire una perizia documentale in cui il medico Giovanni Andò si tirava fuori sostenendo di non avere nessuna responsabilità.  A rendere ancora più inverosimile l'intera storia – continua – è il fatto che lo stesso pm abbia chiesto l'archiviazione del caso nonostante mancasse una relazione dell'autopsia. Successivamente, mamma Benedetta chiede al procuratore De Lucia di fare chiarezza, ottenendo l'allontanamento e la sostituzione del pm Annalisa Arena. A questo punto la Procura di Messina chiede l'incidente probatorio, ovvero una terza perizia che la mamma di Betty, però, non ha mai accettato.

"Vogliamo Giustizia"

Marco e Benedetta urlano a gran voce giustizia davanti il tribunale di Palermo, in occasione della fiaccolata in memoria della loro figlia."Non sei professionale, sei negligente e superficiale con mia figlia, non te lo permetto – riferito al medico che ha operato la piccola Betty – questo non è un errore accidentale, questo è un errore voluto, devi pagare e pagherai e noi non ci stancheremo mai di lottare". "Noi siamo addolorati e molto arrabbiati – ha detto papà Marco – ci hanno strappato dal cuore una figlia che era una meraviglia e la nostra famiglia è tormentata da due anni perché, non solo abbiamo il dolore della perdita di una figlia, ma dobbiamo uscire fuori la grinta perché oggi per avere giustizia devi lottare e noi non ci fermeremo mai". Vogliamo la verità – concludono i genitori di Beatrice – e faremo di tutto per ottenerla, intanto, l'inchiesta – continua – ha ormai divulgato i nomi degli indagati e il prossimo 23 settembre, i due coniugi presenteranno una nuova perizia al magistrato dopo la nomina di tre professori di Trieste.