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Bari, 26enne denuncia stupro in strada ma la trovano morta un mese dopo in un b&b: Procura va avanti con l’accusa

La procura intendeva riascoltare di nuovo la vittima della violenza sessuale attraverso un incidente probatorio ma purtroppo quando la polizia ha tentato di notificare la fissazione dell’udienza ha scoperto che era già deceduta. I PM hanno deciso comunque di andare avanti con l’accusa nei confronti di un ventisettenne accusato dello stupro disponendone il giudizio.
A cura di Antonio Palma
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Immagine di repertorio
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Era l'8 marzo scorso, festa della donna, quando alla polizia arrivò una telefonata di una giovane ventisettenne che denunciava di essere stata violentata per strada a Bari da uno sconosciuto riuscendo poi a fornirne una descrizione precisa che aveva portato all'arresto del giovane. Le indagini quindi erano andate avanti ma quando le forze dell'ordine hanno tentato di notificare la fissazione dell’udienza per l'incidente probatorio, hanno scoperto che la ragazza purtroppo era morta.

Come ricostruisce Repubblica, la giovane che aveva presentato la denuncia di violenza sessuale era la stessa che è stata rinvenuta senza vita il 4 aprile scorso in una affittacamere del capoluogo pugliese. Una vicenda tragica davanti alla quale però la procura di Bari ha deciso di non fermarsi ma di proseguire le indagini per violenza sessuale disponendo il giudizio per il ventisettenne che era stato arrestato già il giorno dopo la denuncia dei fatti.

Contro di lui infatti, secondo i pm, persistono in gravi indizi di colpevolezza a cominciare dal racconto della giovane nell'immediatezza dei fatti. La ragazza, originaria di Triggiano, raccontò con dovizia di particolari, prima al telefono al 112 e poi in questura, di essere stata aggredita mentre portava a spasso il cane nell'area dell'ex Ferrovie Sud Est di via Oberdan. La giovane rivelò che un uomo l'aveva bloccata alle spalle, denudandola e poi stuprandola mentre le teneva le mani al collo per impedirle di urlare, arrivando quasi a strangolarla.

Un racconto lucido e vivido nonostante la terribile esperienza che aveva portato in breve tempo all'identificazione all'arresto del ventisettenne che era stato accusato quindi di violenza sessuale ma anche di resistenza e lesioni al pubblico ufficiale per aver resistito al fermo. La procura intendeva riascoltare di nuovo la vittima della violenza attraverso un incidente probatorio per cristallizzare i suoi ricordi ma purtroppo quando la polizia ha tentato di notificare la fissazione dell’udienza in cui avrebbe dovuto essere sottoposta a incidente probatorio si è scoperto che la donna era deceduta.

La 26enne infatti era stata rinvenuta priva di vita all'inizio di aprile in un affittacamere del quartiere Carrassi di Bari dove aveva trascorso la notte con un giovane che poi aveva dato l'allarme. Il PM aveva disposto l'autopsia anche se sul corpo nero non evidenti segni di violenza. L'esame post mortem ha stabilito che la giovane è stata vittima di un arresto cardiaco conseguente all’assunzione di una dose eccessiva di metadone.

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