Un positivo, 126 contagi. Era metà luglio e un giovane dominicano aveva deciso di rientrare in Italia, a Vercelli dove risiede, dove avrebbe dovuto sottoporsi all'isolamento domiciliare. In aereo con lui, però, c'era una persona positiva al Sars-CoV-2 ed è così diventato positivo anche lui. Si tratta del probabile "paziente zero" di Vercelli e avrebbe contagiato almeno 126 persone (che però potrebbero essere molte di più, forse il doppio). Tre sono finite in ospedale e una è deceduta.

Il giovane, una volta tornato in Italia il 13 luglio scorso, non è stato sottoposto a isolamento domiciliare. Il ministero della Salute ha segnalato solo successivamente la presenza a bordo dell'aereo di un soggetto positivo. L'imprenditore dominicano non si è autodenunciato e non è stata quindi disposta la quarantena, permettendogli di fare la vita di sempre. L'uomo, nonostante non fosse scattata l'autodenuncia, avrebbe comunque dovuto restare in quarantena per evitare il diffondersi del virus che verosimilmente avrebbe potuto prendere in volo. Non è andata così però, perché nei giorni 21 e 22 luglio incontra una coppia di amici in una piscina comunale e li contagia. Non è da qui però che sarebbe iniziato il focolaio, perché il 26 non si nega una serata in una discoteca di sua proprietà, dove passa il virus a 59 persone circa tra clienti e personale. Così, chi torna a casa contagia altri 15 familiari circa. I due amici incontrati in piscina lavorano per una ditta logistica locale e da asintomatici trasmettono il virus ad altri 33 colleghi che risultano positivi al tampone. Questi nuovi positivi portano il virus in casa, coinvolgendo 8 familiari.

Un singolo caso ha dato vita all'intero focolaio di Vercelli. Sono bastati circa 25 giorni per dare vita a 126 contagi certi e una serie di altri tamponi da effettuare e ricollegare alla vita regolare condotta dal dominicano rientrato in città in estate, quando il peggio della pandemia sembrava essere ormai alle spalle e il tracciamento dei contagi sotto controllo. Inizialmente i casi accertati sembravano essere poco meno di quaranta persone appartenenti alla comunità dominicana. Invece, ulteriori accertamenti hanno condotto ai numeri sempre più alti registrati seguendo gli spostamenti dell'imprenditore dei giorni precedenti alla serata in discoteca. Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente della Commissione Sanità della Regione Piemonte Alessandro Stecco (Lega). Aveva commentato lo scoppio del focolaio di Covid suggerendo al Comune e alla Regione di chiedere i danni. L'imprenditore, però, dovendo sottoporsi all'autodenuncia, non avrebbe violato una quarantena imposta dall'autorità sanitaria informata. Si è fatto affidamento sulla volontà del singolo che però non sembra essere sufficiente in casi come questo.