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Aveva riempito anziana di pugni, calci e insulti ripresi in video: badante assolta da accusa di maltrattamenti

È accaduto a Rimini: dopo il versamento di un risarcimento economico nei confronti della badante è decaduta l’accusa di maltrattamenti, per i quali rischiava 2 anni e 10 mesi di carcere.
A cura di Davide Falcioni
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Era finita a processo con un’accusa grave, quella di maltrattamenti nei confronti dell’anziana che avrebbe dovuto assistere. Eppure una badante sessantenne ucraina se l'è cavata con un risarcimento economico anziché con una condanna detentiva: malgrado la gravità delle accuse iniziali, infatti, il reato di maltrattamenti è stato derubricato in quello meno severo di percosse, portando alla chiusura del fascicolo. La svolta nel processo è arrivata ieri dopo che l’imputata ha scelto la via del risarcimento economico verso la famiglia della vittima.

A sporgere denuncia erano stati tempo fa i familiari della novantenne che – insospettiti da alcuni segnali – avevano installato delle telecamere di sorveglianza all’interno della casa. I filmati, che coprono un arco temporale di quasi cinque mesi, hanno documentato una realtà preoccupante: la novantenne infatti era stata sottoposta a una serie continua di calci, pugni e insulti da parte della badante, comportamenti che oltretutto erano sistematicamente accompagnati da violenze verbali, trasformando l’assistenza domiciliare in un vero e proprio incubo quotidiano per la vittima.

Durante il dibattimento in aula, il pm aveva richiesto una pena severa di due anni e dieci mesi di reclusione per maltrattamenti aggravati. Di contro, la difesa della sessantenne, affidata all’avvocato riminese Alessandro Buzzoni, aveva puntato a smontare l’impianto accusatorio contestando la legittimità dei filmati acquisiti come prova e lavorato parallelamente a una composizione stragiudiziale della vicenda. Prima della sentenza definitiva, la badante ha infatti provveduto a risarcire i familiari della vittima, i quali hanno conseguentemente deciso di ritirare la querela precedentemente sporta. La transazione economica ha cambiato anche l’esito del processo. Con il ritiro della querela e la successiva decisione del giudice di derubricare la condotta dell’imputata nel reato di percosse, la sessantenne è stata assolta dalle accuse più gravi.

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