“Aveva acconsentito a compiere un attentato in Italia”, arrestato il 22enne Jaber Naggay a Reggio Emilia

Un 22enne italiano di origini marocchine, Jaber Naggay, è stato arrestato con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Secondo gli investigatori, il giovane aveva accettato la proposta di un presunto sostenitore del Daesh, che gli offriva addestramento e finanziamenti per realizzare un attentato, sia in Italia che all’estero. Per lui il gip ha disposto la custodia in carcere.
L’operazione è scattata giovedì 21 maggio, quando la Digos di Reggio Emilia ha ricevuto una segnalazione su un soggetto intenzionato a colpire con un coltello nel centro cittadino. In quelle ore la zona era particolarmente affollata per i quarti di finale dei playoff di Serie A di basket e per un concerto in piazza San Prospero. Le pattuglie sono state subito intensificate e poco dopo il 22enne è stato individuato dalle Volanti e dalla Digos mentre camminava da solo in una strada laterale della via Emilia.
Accompagnato in Questura, ha confermato di aver manifestato la volontà di compiere un attacco armato "per fare del male ad altri".
Il giovane era monitorato dalle forze dell’ordine dal 2024. Viveva in Germania con la famiglia quando era stato arrestato per altri reati e aveva più volte dichiarato la sua vicinanza all’Isis. A gennaio scorso era stato espulso dalle autorità tedesche, ritenuto socialmente pericoloso, e aveva fatto rientro in Italia.
A Reggio Emilia era stato inserito dalla Questura, insieme al Centro di salute mentale e ai servizi socio-assistenziali, in un percorso di assistenza per il suo recupero. Il programma però è stato interrotto dopo una nuova segnalazione: la sua utenza telefonica era stata individuata in chat dove si programmavano atti di matrice terroristica.
L’indagine è stata coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, diretta da Calogero Gaetano Paci, e dalla Procura distrettuale Antiterrorismo di Bologna, guidata da Paolo Guido. Il gip ha accolto la richiesta dei magistrati, disponendo il carcere.