Assalto mitra in mano al distributore di benzina a Pordenone, carabinieri li circondano ma era un video per TikTok

La voglia di fare video social sempre più accattivanti e originali sembra essere sfuggita di mano a un gruppetto di amici friulani che si sono ritrovati circondati armi in pugno e poi denunciati dai carabinieri per procurato allarme. È accaduto a Chions, in provincia di Pordenone, dove il gruppo composto da due uomini e due donne, tutti trentenni, la settimana scorsa avevano pensato di simulare e mettere in scena un assalto armato a un distributore di benzina solo per fare un video particolare da pubblicare su TikTok.
I quattro si erano presentati sabato scorso al distributore armi in pugno, poi risultate finte, indossando abiti mimetici e col volto parzialmente travisato da passamontagna e kefiah. Una scena che non è passata certo inosservata a chi era di passaggio e che ha fatto scattare immediatamente l'allarme. Diversi passanti spaventati, infatti, hanno immediatamente segnalato quanto stava accadendo al numero di emergenza 112 descrivendo quattro persone armate di fucili, pistole e mitra.
Segnalazioni che sono state prese subito sul serio dalla centrale operativa che ha immediatamente fatto confluire sul posto diverse pattuglie di Carabinieri, sia della Sezione Radiomobile della Compagnia di Pordenone sia quelli del Comando della Stazione di Azzano Decimo. Tutto infatti lasciava intendere che era in corso una rapina o che comunque il gruppo si preparava a un assalto armato.
Vista la gravità di quanto segnalato, i militari dell'arma si sono presentati armati imbracciando le armi lunghe d’ordinanza e con i giubbotti antiproiettile, come prevedono i protocolli di sicurezza in questi casi, e hanno circondando la banda intimando di deporre le armi. Alla vista dei Carabinieri, i quattro non hanno potuto fare altro che gettare le armi e alzare le mani cercando di spiegare che era tutta una messa in scena.
Dai controlli è emerso in effetti che i quattro stavano per registrare un video destinato a TikTok e che le armi erano solo delle repliche di armi da guerra vere ma prive del tappo rosso. Questo però non non gli ha risparmiato una denuncia per procurato allarme e per porto illecito di oggetti atti ad offendere. Anche se era tutta finzione che le armi non erano vere, secondo i carabinieri, infatti l'episodio ha provocato un concreto rischio per la sicurezza pubblica e per gli stessi protagonisti della sceneggiata.