Assolto dal giudice del tribunale di Arezzo, Fabio Lombardo. Walter De Benedetto, affetto da una grave forma di artrite reumatoide, aveva deciso di coltivare nel giardino di casa della cannabis per uso terapeutico. Per questo era stato accusato di spaccio nonostante la scelta fosse stata "imposta" dalla grave malattia. Walter aveva dato il via alla produzione in casa per ovviare alla carenza di farmaci cannabinoidi, utili ad alleviare i dolori della sua patologia. L'udienza era iniziata senza De Benedetto, che non aveva potuto recarsi in aula a causa delle sue precarie condizioni di salute. A parlare per lui, però, hanno pensato gli avvocati Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti. "Ce l'abbiamo fatta – hanno detto i due legali tra gli applausi dopo essere usciti dall'aula -. Walter è stato assolto perché la sua era una necessità: aveva bisogno di consumare per uso terapeutico. Il fatto non sussiste e siamo molto soddisfatti di questa sentenza perché già da tempo avevamo chiesto l'archiviazione del caso, visto che De Benedetto faceva uso di stupefacenti solo per alleviare la sua patologia". La quantità  di cannabis fornita dal servizio sanitario (un grammo al giorno) non era infatti sufficiente per far fronte ai dolori lancinanti che la malattia provoca. Così De Benedetto aveva dovuto fare da solo.

La serra in casa e il blitz dei carabinieri

Aveva iniziato a coltivare cannabis due anni fa per provvedere alle sue esigenze mediche. I carabinieri, forse su segnalazione di un vicino, hanno effettuato un blitz nella sua abitazione, trovando immediatamente la serra adibita alla coltivazione di cannabis. Il sopralluogo gli è valso quindi una denuncia per detenzione di stupefacenti e spaccio. Sono stati moltissimi i malati che si sono uniti a Walter nella battaglia comune: con lui anche l'associazione "Meglio Legale" e l'Associazione Coscioni.

De Benedetto è stato assolto, ma in Italia sono ancora tanti i casi di questo tipo ancora aperti in tribunale. "Ci saranno ancora processi del genere se non cambiano le leggi. La storia di Walter denuncia una finta guerra alla droga in atto nel nostro Paese" ha sottolineato Antonella Soldo, coordinatrice della campagna Meglio Legale. Walter si era appellato più volte anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cercando di spiegare l'inadeguatezza delle cure cannabinoidi fornite dal sistema sanitario italiano. "Mi assumo la mia responsabilità – aveva detto – ma mi sento a posto con la mia coscienza. Il dolore non aspetta".