Riceviamo e pubblichiamo:

"Ciao sono Matteo, un geometra di 25 anni della provincia di Bergamo. Ho letto il vostro articolo riguardante i "datori di lavoro" che decurtano i 600 € dagli "stipendi" delle partite Iva.
Purtroppo questa storia è capitata anche a me.

Nella mia breve vita lavorativa ho sempre fatto il collaboratore a partita Iva pseudo dipendente, prima presso studi di architettura e attualmente da due anni a questa parte, in una nota società immobiliare della provincia.

Il trattamento è aberrante e deprimente, sia in termini economici con un riconoscimento pari a quello netto di un dipendente (oltretutto sottopagato per la categoria), sia a livello di riconoscimento della professionalità. Sei l'ultimo arrivato, non conti niente…

In buona sostanza il messaggio che ti danno è questo, la tua professionalità non esiste, il tuo parere tecnico men che meno (soprattutto considerando che i titolari non sono dei tecnici del settore, la cosa è ulteriormente avvilente).

Il mio compenso è pattuito in un importo forfetario che non tiene conto del numero di ore lavorate (che siano 8 o 12 i soldi son sempre quelli e io di ore non ne faccio mai meno di 9/10). Durante il periodo di chiusura ho lavorato da casa per quanto possibile e comunque non continuativamente, diciamo che dalla chiusura dal 13 marzo alla riapertura del 4 maggio, ho lavorato da casa per circa il 60% delle ore di lavoro consuete.

Al mio rientro mi è stato richiesto di decurtare proporzionalmente dalle mie fatture quel 40% residuo, della serie le ore in più non te le pago, ma appena fai qualche ora in meno col cavolo che ti pago il tuo forfait.

Come se non bastasse mi è stato richiesto di avvisarli dell'eventuale riscossione del bonus partite Iva, così da poterlo detrarre nelle successive fatture.

Stando alle prescrizioni, io avrei avuto diritto al bonus di marzo e avrei diritto a quelli di aprile e maggio. A marzo ho ritenuto moralmente corretto nei confronti dei miei colleghi del collegio geometri, di non richiedere il bonus in quanto, non essendoci per tutti, era giusto che li ricevesse chi con quei 600 € doveva mantenerci una famiglia… Io che sono giovane e sono ancora in casa con i genitori, potevo farne a meno.

Adesso con il nuovo decreto avrei diritto agli indennizzi di aprile e maggio, non ho ancora deciso se farne richiesta (anche perché il decreto è appena stato pubblicato e non si sa ancora nulla di preciso), ma in ogni caso negherò di averli ricevuti qualora mi venisse richiesto… Quei soldi sono miei, non avete alcun diritto di appropriarvene!

Purtroppo la mia è una situazione che accomuna tanti giovani e non solo, conosco professionisti anche di età più matura che vivono queste situazioni. Io amo il lavoro che ho scelto ma andando avanti con il tempo mi rendo conto che il mondo del lavoro in Italia è costellato da approfittatori assetati di denaro, che non concepiscono minimamente i valori di correttezza, equità e rispetto. 

Come esposto nel vostro articolo, ad oggi non esiste alcuna tutela legislativa nei confronti delle nostre partite Iva, è una situazione assodata e nota a tutti ma nessuno fa veramente qualcosa per combatterla… Alla fine va bene così, basta che chi sta sopra guadagni. 

L'unica cosa che possiamo fare, con tanta fatica e grossi rischi, è quella di deciderci ad avviare la propria attività professionale, addentrandosi in un mondo non favorevole ai giovani, spesso snobbati per semplici questioni anagrafiche, senza aver nemmeno valutato le competenze professionali (se sei fortunato e dimostri qualche anno in più, hai una mezza possibilità di dimostrarti capace prima che scoprano la tua età, solo in quel caso la giovane età verrà considerata un fattore positivo).

La cosa più importante è ricordarsi sempre che ogni individuo ha una dignità e una rispettabilità che nessuno può permettersi di calpestare, a volte è giusto rinunciare a qualche spicciolo in più ma vivere sereno senza mangiarsi il fegato ogni volta che si esce dall'ufficio. Io ho deciso di fare questo, e insieme a un mio giovane collega, entro l'inizio del prossimo anno avvieremo il nostro studio professionale, promettendoci che se mai avremo bisogno di collaboratori, non li tratteremo mai come siamo stati trattati noi.

Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di raccontare la mia storia

Matteo