Sarebbe stata un'overdose di cocaina a causare il decesso di Alberto Clementi, l'ex campione mondiale di culturismo di Caorle, trovato morto lo scorso dicembre nel bagno di casa di un'amica. Ad accertarlo gli esami tossicologici disposti dalla Procura di Pordenone che sin dall'inizio aveva ipotizzato fin da subito il reato di morte come conseguenza di altro delitto. A provocare l'arresto cardiocircolatorio, che aveva portata ad una vasta emorragia, non è stato un malore improvviso bensì l'assunzione di droga.

Le indagini immediate disposte dal sostituto procuratore Marco Faion avevano portato subito al sequestro anche di diversi farmaci e integratori rinvenuti nell’appartamento al terzo piano del condominio di via del Quadrante nella cittadina balneare, dove Clementi era ospite da circa un mese nell’appartamento di un’amica. Proprio quest'ultima la mattina del 12 dicembre era andata a chiamarlo perché tardava. Era ormai troppo tardi: prima ha provato ad aprire la porta chiusa a chiave, forzando la serratura con un coltello, poi ha allertato i soccorsi. Lo hanno trovato sul water seminudo con sangue alla bocca e al naso; sopra il piano della lavatrice tracce di polvere bianca del tutto simile appunto alla cocaina. Sul posto oltre agli operatori del Suem e ai vigili del fuoco, anche i carabinieri della locale stazione e del comando di Portogruaro. Per Clementi non c'era già più niente da fare.

Ora le indagini dei carabinieri si concentreranno sulla caccia al pusher che ha procurato all'uomo lo stupefacente. Da quanto appreso non era esclusa la pista del doping, soprattutto alla luce del fatto che nei mesi precedenti si era registrato il decesso di diversi body builder che avrebbero ingerito sostanze dopanti.