A Neviano c’è una strada intitolata al fascista Graziani: arriva la mozione per cambiare nome

Rodolfo Graziani fu uno dei principali gerarchi militari del fascismo, governatore della Libia, viceré d'Etiopia e figura centrale nelle campagne coloniali italiane in Africa. Il suo nome è legato alle repressioni condotte nei territori occupati e, dopo la caduta del regime, alla scelta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana come ministro della Difesa. A distanza di decenni dalla fine del fascismo, una delle principali strade di Neviano, comune salentino di poco meno di 5mila abitanti, continua a portare il suo nome.
Una situazione che ora potrebbe cambiare. Nella giornata di domani, mercoledì 24 giugno, il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere una mozione che propone di cancellare l'intitolazione di via Rodolfo Graziani e di sostituirla con quella dedicata a Giacomo Matteotti, il deputato socialista assassinato dai fascisti nel 1924. La proposta, presentata dal consigliere di maggioranza ed ex vicesindaco Mattia Pasca, riguarda anche altre due strade cittadine: via 23 Marzo e via 28 Ottobre, riferimenti rispettivamente alla fondazione dei Fasci italiani di combattimento e alla Marcia su Roma.
La revisione della toponomastica figura all'ultimo punto dell'ordine del giorno della seduta consiliare. Oltre alla sostituzione di via Graziani con via Giacomo Matteotti, la mozione propone di rinominare le altre due strade in via 2 Giugno e via 25 Aprile, richiamando com'è noto due date simbolo della storia repubblicana italiana: la Festa della Repubblica e la Liberazione dal nazifascismo.
La figura di Graziani resta una delle più controverse della storia italiana del Novecento. Dopo aver guidato le operazioni militari nelle colonie africane, fu nominato viceré d'Etiopia nel 1936. Durante il suo operato vennero attuate dure repressioni contro la popolazione locale. Dopo la caduta del fascismo aderì alla Repubblica Sociale Italiana, assumendo il ruolo di ministro della Difesa. Nel 1950 fu condannato a 19 anni di reclusione per collaborazionismo, ma tornò in libertà dopo pochi mesi grazie ai condoni e al computo della carcerazione preventiva iniziata nel 1945, quando si consegnò agli Alleati.
Per Mattia Pasca la questione è anche personale. Il consigliere è nato e cresciuto proprio nella strada intitolata a Graziani e racconta di aver scoperto soltanto da adolescente chi fosse la figura celebrata dal nome della via.
"Quando la mia professoressa di storia mi disse: ma davvero nel tuo paese esiste una strada intitolata ad un carnefice? Da quel giorno mi sono sempre vergognato di vivere in questa strada. Pensate che siamo quasi gli unici in Italia ad avere una strada simile, perché la maggior parte dei comuni italiani la tolse o dopo la caduta del regime fascista o in tempi recenti, attraverso mozioni in consiglio comunale".
La proposta non si limita però alla sostituzione delle intitolazioni. Pasca ha avanzato anche na possibile soluzione alternativa o complementare: installare pannelli informativi che spieghino il contesto storico delle denominazioni esistenti. "Installare, a costo zero per il Comune, attraverso sponsor o associazioni, delle targhe esplicative che raccontino la reale storia di quelle date e della figura di Graziani. Purtroppo, parlando con molti cittadini di Neviano, ho constatato che la maggior parte non sa nemmeno chi o cosa rappresentino".
La vicenda ha attirato l'attenzione dello storico e scrittore Carlo Greppi, che ha espresso il proprio sostegno all'iniziativa attraverso un post sui social. Greppi ha ricordato di aver scoperto "con sgomento" l'esistenza di una via principale dedicata "al peggior criminale di guerra della storia italiana", Graziani appunto, e di altre due strade che richiamano la fondazione dei Fasci di combattimento e la Marcia su Roma.
Nel suo intervento lo storico ha sottolineato come il tema non riguardi la cancellazione della storia, bensì il modo in cui una comunità sceglie di rappresentare pubblicamente il proprio passato. "Per la brigata ‘Ma la Storia non si cancella!': questa non è storia, casomai è memoria pubblica. Che è sempre un cantiere aperto". Greppi ha poi richiamato proprio il passaggio contenuto nella mozione relativo al valore della toponomastica, concludendo il suo messaggio con un incoraggiamento rivolto ai cittadini impegnati da anni nella battaglia: "Chapeau, cittadini/e nevianesi che portate avanti questa battaglia".