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6 Novembre 2022
22:15

A 33 anni dal suo primo trapianto di cuore, medico trapianta e salva anche la figlia della paziente

“Il trapianto effettuato nel gennaio 1989 a una giovane donna di 28 anni che oggi ne ha 62, e ripetuto a 34 anni di distanza alla figlia, che soffriva della stessa cardiopatia della madre è un bel esempio di aspettativa di vita dei trapiantati” ha commentato il dottore Livi.
A cura di Antonio Palma
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A 33 anni dal suo primo trapianto di cuore sua una giovanissima paziente, alla quale era riuscito così a ridare una vita, a un medico è toccato salvare la vita anche alla figlia della donna in quello che è stato anche il suo ultimo mese da primario. È l'incredibile serie di coincidenze, tutte a lieto fine, che vedono protagonisti il dottor Ugolino Livi, ormai ex direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda sanitaria universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, e le due sue pazienti: la signora Roberta Rapisardi e la figlia 28enne Benedetta.

Tutta ha avuto inizio nel gennaio del 1989 quando la donna allora 28enne e con patologia congenita, si rivolge dopo innumerevole consulti, a Padova dove lavora l'allora giovane Livi, con una discreta esperienza maturata all’estero in cardiochirurgia, che la convince a imboccare la strada del trapianto. Per il cardiochirurgo è il primo trapianto in prima persona ma l’intervento riesce perfettamente.

La paziente si ristabilisce e conduce una vita normale fino al matrimonio e a una figlia. Una scelta difficile perché consapevole che la malattia aveva alta provabilità di trasmissione ereditaria. La conferma arriva con gli esami alla figlia Benedetta quando il cuore della giovane inizia a fare le bizze.

Iniziano le cure che però funzionano fino a un certo punto, poi c'è bisogno di un trapianto. A quel punto Roberta cerca nuovamente Livi che nel frattempo però si è trasferito a Udine, dove è rimasto dala 1999 fino ad oggi. Trovare un cuore compatibile non è stato facile e la giovane è rimasta nel reparto di terapia intensiva, per due mesi fino  all'inizio di ottobre  quando infine è sta operata in un intervento riuscito perfettamente. La ragazza ora è tornata a casa mentre un mese dpo anche il primario ha lasciato l'ospedale

"Il trapianto effettuato nel gennaio 1989 a una giovane donna di 28 anni che oggi ne ha 62, e ripetuto a 34 anni di distanza alla figlia, che soffriva della stessa cardiopatia della madre è un bel esempio di risultato, di ritorno alla vita normale, di aspettativa di vita dei trapiantati" ha commentato Livi in una intervista a Il messaggero veneto, aggiungendo: " Di trapianti ne ho fatti tanti, almeno 250, un numero inverecondo, e tutte le volte si prova la stessa tensione. Quando vedi che va tutto bene ti liberi dell’ansia vissuta prima. Al pari dei successi ci sono gli insuccessi che ti penetrano nella carne. Di tanti trapiantati non mi ricordo le facce, ma gli insuccessi te li ricordi uno per uno, è una roba micidiale, è una lama che ti trafigge"

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