La nave Aquarius da molte ore è bloccata in mezzo al mare, a 35 miglia nautiche dall'Italia e a 27 da Malta per effetto della chiusura dei porti italiani disposta dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. La Aquarius, che ha a bordo 629 migranti salvati nella giornata di ieri nell'ambito di un'operazione coordinata dalla centrale operativa di Roma, al momento attende di conoscere il proprio destino e ha fatto sapere che la situazione a bordo è allarmante perché tra i migranti salvati ci sono persone che hanno bisogno di immediate cure mediche e i viveri iniziano a scarseggiare e basteranno per solo altre 24 ore. Fanpage.it ha raggiunto telefonicamente l'onorevole Riccardo Magi di +Europa per capire meglio le possibili conseguenze del braccio di ferro scatenato da Matteo Salvini contro Malta e contro l'Ue e fare un po' di chiarezza rispetto alle normative violate dall'Italia con la chiusura dei porti disposta da ieri.

Onorevole Magi, l'iniziativa del ministro Salvini è legittima?

No, non è legittima, non si può fare e molto probabilmente anche per questo non andrà in porto. Ricordiamo che c'è stato un precedente meno di un anno fa: lo stesso tipo di annuncio lo fece l'allora ministro dell'Interno Minniti ma fu smentito poche ore dopo da un'intervista del collega di governo Graziano Delrio – omologo dell'attuale ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. La situazione è speculare, solo che in questo caso sia Salvini che Toninelli hanno sottoscritto di comune accordo una lettera rivolta al governo maltese e disposto la chiusura dei porti e non c'è stato nessun ministro competente, come nel caso dello scorso anno, disposto a bloccare l'iniziativa. Tra l'altro, anche rispetto a questo aspetto, va fatto notare che ormai stanno saltando le competenze proprie dell'Esecutivo, perché che il ministro degli Interni e quello dei Trasporti si rivolgano al governo di un altro Paese al posto del competente ministro degli Esteri è un'anomalia. Tornando però alla questione dell'iniziativa, l'azione di Salvini e Toninelli non è legittima perché lo Stato italiano è comunque responsabile della zona Sar anche nel caso in cui il soccorso sia avvenuto al di fuori della zona di soccorso italiana su impulso di un Sos diramato dal comando della capitaneria di porto di Roma, che come sappiamo è il comando che coordina le operazioni di controllo e salvataggio, ed è quello che è avvenuto in questo caso. L'Italia, quindi, è il Paese giuridicamente responsabile del coordinamento dei soccorsi e un'operazione di soccorso in mare lanciata in seguito al massimo grado di allarme, ovvero quello diramato quando le persone a bordo stanno rischiando la vita, si conclude solo quando viene indicato un posto sicuro in cui le persone devono sbarcare, cosa che non è ancora avvenuta. Questo deve avvenire in base alle norme del diritto internazionale e in base a tutte le convenzioni e i trattati che vincolano l'Italia, perché l'Italia stessa li ha sottoscritti. Quella di Salvini è pura propaganda elettorale.

Che però questa volta sta portando avanti, a differenza del passato, da ministro dell'Interno

Purtroppo sì ed è quello che stiamo vedendo anche in altri ambiti. Un banale esempio: anche sulla Flat Tax stiamo assistendo a una serie di annunci fatti da Salvini al posto del ministro dell'Economia Giovanni Tria e dall'altra parte non c'è nessuno che vada a chiedere al ministro se quello che dice Salvini è quello che il governo italiano si accinge realmente a fare. Per questo prima evidenziavo questa anomalia che sta portando a far saltare i ruoli e le competenze dell'Esecutivo, lo abbiamo visto anche durante la formazione del governo Conte.

Secondo lei, Salvini riuscirà a portare a termine la sua iniziativa o alla fine dovrà desistere? 

La sua iniziativa, ripeto, è molto grave e come disse il ministro Delrio quando la propose Minniti "questa cosa non si può fare e non si farà". Noi restiamo convinti del fatto che non potrà essere portata a termine, ma se Salvini dovesse puntarsi e arrivare fino in fondo e Toninelli non si dovesse opporre come invece fece Delrio con Minniti, allora ci saranno delle conseguenze. Ricordiamo che Toninelli è competente per quanto riguarda gli aspetti della navigazione in mare e della Guardia Costiera, mentre Salvini in qualità di ministro dell'Interno ha la competenza nella misura in cui deve autorizzare lo sbarco in un porto, ma nel senso che deve indicare in quale porto la nave può sbarcare non può assolutamente decidere di non indicare nessun porto. Se dovessero davvero spingersi a concludere quello che stanno minacciando di fare, questa cosa darebbe luogo a una violazione dell'articolo 2 e dell'articolo 3 della Convenzione dei Diritti dell'Uomo, quelli relativi al diritto alla vita e al divieto di trattamenti inumani e degradanti nella misura in cui che le persone che sono a bordo abbiano bisogno di cure urgenti. Nel caso in cui la situazione dovesse precipitare e dovesse andare a crearsi una situazione di estremo pericolo in mare, il capitano potrebbe decidere di entrare in un porto anche senza autorizzazione senza commettere alcun illecito. 

Da Medici Senza Frontiere fanno sapere che a bordo della nave ci sono viveri per altre 24 ore e basta, poi la situazione potrebbe diventare ancor più allarmante

Ma è evidente. Questo gioco sulla pelle delle persone, sui diritti e sulla legittimità delle norme che noi dobbiamo rispettare è possibile solo perché nel dibattito non ci si rende conto della reale situazione che si vive in mare. In mare si vive in una situazione di estrema precarietà, immaginiamo 600 persone stipate su una nave come possono stare. A me capitò di vivere una situazione simile quando partecipai a un'operazione di salvataggio della Ong Proactiva Open Arms, eravamo a bordo su un'imbarcazione da 30 metri con 105 persone a bordo, qui ce ne sono 600 su una nave molto più dotata ma questo da solo un po' più di giorni di autonomia ma non si può pensare di lasciare un'imbarcazione in mare con centinaia di persone e di minori non accompagnati e donne incinte. Si sta configurando un atteggiamento del governo italiano in violazione dei diritti umani e in violazione delle normative internazionali e italiane. 

In passato ci fu un altro caso molto simile a quello della Aquarius: nel 2009, l'allora ministro Maroni bloccò i porti e vietò al mercantile Pinar di sbarcare in Italia. Anche allora la miccia che accese lo scontro fu un braccio di ferro con Malta, ma alla fine dopo tre giorni l'Italia dovette permettere alla barca di approdare in Sicilia

Esattamente, la sitazione è la stessa e il governo italiano rischia di violare articoli ben precisi della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo e anche, se si dovesse protrarre il blocco dei porti, il principio di non respingimento stabilito dalla Convenzione di Ginevra. È evidente che si sta facendo un braccio di ferro con Malta senza però spiegare – o facendo volontariamente finta di niente – che l'Italia detiene comunque la competenza perché l'operazione che ha portato a questa situazione è un'operazione di soccorso coordinata dal Mcc di Roma, della nostra Guardia Costiera. Questo è inoppugnabile, dal punto di vista giuridico il quadro è questo e non un altro. Poi, se uno vuole parlare del perché l'Italia ha il controllo e il coordinamento delle operazioni nell'area Sar, allora dovrebbe ricordare che negli anni passati è stata proprio l'Italia ad accettare questo ruolo sia per via della sua posizione geografica nel Mediterraneo sia in cambio di un corrispettivo economico da parte dell'Europa e condizioni più favorevoli rispetto ai parametri europei sul debito. Cioè, questo ruolo dell'Italia rientra in un accordo siglato dal Paese, quindi o si racconta tutta la storia oppure è troppo facile far finta che Malta, che è uno Stato piccolissimo e non ha nemmeno siglato queste convenzioni, debba farsi carico di tutti i migranti in mare, che pure ospita in altissime percentuali rispetto alla popolazione residente. 

Un'ultima domanda: sui social le politiche di Salvini sembrano essere sostenute dalla maggioranza degli utenti. La preoccupa il clima di tensione presente in Italia rispetto a questo tema?

Mi preoccupa moltissimo e spero che ci siano una serie di iniziative sul territorio atte a contrastarlo. Noi stiamo già organizzando una mobilitazione a Roma per questo pomeriggio, per manifestare il nostro dissenso e chiedere la riapertura dei porti. Io sono molto preoccupato, ma penso anche che abbiamo preparato il terreno a una deriva del genere, perché questo cambiamento non avviene da un giorno all'altro. C'è stato un deterioramento del tessuto della legalità e delle competenze istituzionali e questo che noi abbiamo davanti agli occhi adesso, con un ministro degli Interni che continua a fare campagna elettorale e che fino a due giorni fa era in giro per comizi nelle piazze – e già di per sé questo è una mancanza grave di rispetto nei confronti delle istituzioni , lui è il ministro degli Interni e non dovrebbe andare a fare comizi in tutti i comuni in cui si vota in qualità di capo partito. Ma poi, inoltre, anche questo continuo vittimimismo, questo addossare tutte le colpe all'Europa è deleterio. Rispetto al problema dell'immigrazione servirebbe un ragionamento ma soprattutto un aggiornamento degli strumenti normativi, bisognerebbe cambiare la Legge Bossi Fini – che è la legge che di fatto crea la condizione di clandestinità per molti – il modo migliore per costruire un rapporto di cooperazione con i partner europei è questo, non certo quello utilizzato da Matteo Salvini.