Tra le vittime del terribile incidente aereo dell'Ethiopian Airlines caduto oggi nei pressi di Addis Abeba e costato la vita a 157 persone vi erano anche tre volontari di una onlus bergamasca, che opera proprio nei paesi di quell'area, che si stavano recando in Africa per realizzare in zona altri progetti di sviluppo come facevano da tempo. Si tratta di una coppia residente ad Arezzo e di un commercialista lombardo. I tre nostri connazionali sono Carlo Spini, 75enne medico in pensione e presidente di Africa Tremila Onlus, la moglie Gabriella Vigiani, infermiera in pensione,  e il commercialista bergamasco Matteo Ravasio.

Carlo Spini in qualità di medico e presidente dell'associazione di volontario da anni si occupava di progetti sanitari in Africa mentre il cinquantenne Matteo Ravasio era partito per il Continente africano per consegnare un macchinario per conto dell’associazione di cui era stato nominato tesoriere. "Li ho sentiti due giorni fa, stavano ultimando i preparativi per il volo da Roma in Africa. Matteo mi ha fatto gli auguri di compleanno e salutato come al solito, un ‘abbraccio' come sempre era la sua ultima parola”. ha raccontato di loro una incredula Gisella Inverardi, vicepresidente di Africa Tremila. "L'ultimo pensiero di Carlo è stato proprio per l'Africa" ha aggiunto Inverardi, raccontando: "Era orgoglioso dell’ospedale in Zimbabwe che era stato portato a termine. ‘Un faro', lo chiamava, in un paese dilaniato dalla dittatura. Con la moglie  errano molto contenti dei progetti che erano stati avviati come la possibilità di portare in Senegal le macchine agricole non più utilizzate in Italia".

Cordoglio per la tragedia è stata espressa anche dal sindaco di Bergamo  Giorgio Gori: "Sono addolorato perché, anche se questa associazione ‘Africa Tremila' non è una grande Onlus, coinvolge tante persone della nostra città, da sempre impegnate a fare del bene. Conosco Africa Tremila per essere stato ospite dell'associazione, molto nota a Bergamo. Opera dal 1995, con il forte sostegno di Confartigianato, e in questi anni ha sviluppato tantissimi progetti in campo sanitario, scolastico e alimentare, in Africa, Asia e Sud America.  Sono molto addolorato e esprimo in alle famiglie il mio cordoglio personale e quello di tutta l'Amministrazione comunale. Sono vicino anche a tutti i membri dell’associazione. Ovviamente è grande anche il dispiacere per le altre vittime ma il cordoglio per l'associazione bergamasca, da sempre molto sostenuta da Confartigianato, ci coinvolge particolarmente".

Le vittime italiane del disastro aero

Oltre a Carlo Spini, Gabriella Vigianie Matteo Ravasio, tra le vittime italiane del disastro aereo anche Sebastiano Tusa, assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana e Sovrintendente del Mare della Regione che era diretto in Kenya per un progetto dell'Unesco, Paolo Dieci, residente a Roma e presidente della ong Cisp e rete LinK 2007, un'associazione di coordinamento consortile che raggruppa importanti Organizzazioni Non Governative italiane, Virginia Chimenti, funzionaria del World Food Programme, Maria Pilar Buzzetti consulente World Food Programme, e Rosemary Mumbi, 48enne zambiana con passaporto italiano.